Piccolo è bello? Per i paesi di Langa e Roero non sempre

Mancano i servizi, pochi i trasporti, chiudono gli sportelli bancari e le botteghe di vicinato La protesta dei sindaci: «Sempre più spesso i lavori si realizzano solo grazie ai volontari»

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Nei piccoli paesi la qualità della vita è migliore ma la carenza dei servizi rappresenta sempre più un problema

L’opinione comune è che nei piccoli paesi si viva meglio. Niente traffico, niente problema parcheggi, aria buona, poco stress e un forte senso di comunità in cui tutti si conoscono. Insomma, una migliore qualità della vita. Ma è davvero così?

 

Oggi la risposta non è più così scontata. La vita per chi vive nei piccoli comuni è penalizzata da una serie di carenze e problemi che ogni anno si fanno più gravi e sentiti. Mancano i servizi, pochi i trasporti, chiudono gli sportelli bancari, le scuole si accorpano e sempre più negozi e botteghe abbassano le serrande per non riaprirle più, rendendo così problematica anche una semplice spesa.

Mancano i dipendenti

Ma se nei paesi con poche anime la vita è difficile, in quelli con pochissime – dove il numero dei residenti si conta nell’ordine delle centinaia – la situazione è ancora peggiore. «Le emergenze che ci troviamo ad affrontare oggi sono davvero tante – lamenta Sergio Seghesio, alla guida dei 480 abitanti di Sinio -. Se dovessi fare una classifica dei problemi metterei sicuramente al primo posto la carenza del personale necessario per assolvere alle tante incombenze e agli obblighi degli uffici comunali, dalla pulizia delle strade al lavoro dell’Ufficio Tecnico, fino all’enorme mole di pratiche burocratiche da sbrigare. Ormai il personale non solo è difficile da trovare, ma mancano anche le risorse economiche per poterlo retribuire. Sempre più spesso, sindaci e assessori sopperiscono a queste carenze sobbarcandosi personalmente ogni tipo di lavoro, in forma del tutto volontaria. Ma ovviamente questa non può essere la soluzione ai problemi». In questo contesto diventa fondamentale la figura del segretario comunale. Un tempo ce n’era uno in ogni Comune, oggi sono merce preziosa, che le amministrazioni condividono cercando di accaparrarselo per qualche giorno a settimana, se non per qualche ora. Prosegue ancora il sindaco di Sinio: «Finora, il nostro segretario comunale si divideva tra quattro comuni, Sinio, Monforte, Roddino e Castiglione Falletto, ma ora la convenzione è scaduta e serviranno nuove soluzioni». Sergio Seghesio affida il suo sconforto ad un’ultima considerazione: «In un territorio come quello della provincia Granda, quelli che vengono definiti piccoli paesi lo sono soltanto per numero di abitanti ma non per estensione del territorio. Prendiamo Sinio, la nostra superfice supera i 10 chilometri quadrati e abbiamo oltre 20 chilometri di strade comunali da mantenere. Nell’assegnazione dei contributi lo Stato dovrebbe tenere in maggiore considerazioni questi parametri e non limitarsi semplicemente al numero di abitanti».

Burocrazia asfissiante

Nei comuni ancora più piccoli la situazione, se possibile, è ancora peggiore. Spostiamoci ad Arguello, 196 anime nel cuore dell’Alta Langa. Qui, a farsi in quattro per risolvere i problemi di ogni giorno, è il sindaco Alessandro Fenocchio. «Come per i miei colleghi, anche per me il problema maggiore da affrontare è legato alla mancanza di un numero sufficente di dipendenti comunali. Non bisogna infatti dimenticare che l’enorme mole di incombenze burocratiche di un piccolo comune è quasi identico a quello di una città, dove però ci sono persone dedicate soltanto a questo. I fondi a disposizione sono sempre meno e ci costringono a dei tagli, ma in un comune come Arguello, in cui c’è soltanto un dipendente comunale, cosa taglio?». E ancora: «Il segretario comunale si divide in così tanti comuni, tra cui Roddi, Diano, Guarene, Castagnito, che può essere presente solo poche ore a settimana. Così bisogna limitarsi alle emergenze e per ogni pratica i tempi si allungano all’inverosimile. E questo perché, tra Prefettura, Ministeri e Corte dei Conti, la burocrazia è diventata asfissiante. Credo abbia ragione il mio saggio segretario comunale quando dice che “i piccoli comuni moriranno di adempimenti”».

Salvati dal volontariato

Cosa ha salvato molti piccoli comuni dal fallimento finanziario? Il volontariato. Spesso, nei paesi, a mettersi a disposizione per fare piccoli lavori a beneficio della comunità non sono soltanto gli amministratori, ma anche molti cittadini. E così c’è chi dipinge le aule della scuola, chi cura il verde, chi spazza le strade. «I volontari rappresentano una bellissima risorsa – conclude il sindaco di Arguello -. Ma è necessario coinvolgerli maggiormente e sono le Amministrazioni che devono imparare a valorizzare sempre più questa ricchezza».

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