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Peste Suina Africana: la Regione istituisca tavolo permanente per affrontare problematica

Attivare subito le proposte concrete che abbiamo inviato in Regione

“E’ fondamentale istituire al più presto un tavolo permanente regionale per condividere le problematiche e le azioni necessarie da mettere in campo poiché i casi accertati di Peste Suina Africana rappresentano un forte pericolo per il comparto suinicolo e stanno generando una fase estremamente delicata in cui è necessario dare le giuste comunicazioni, in maniera puntuale ed immediata, alle imprese”. E’ quanto sostengono Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale nell’inviare in Regione la richiesta formale vista l’emergenza in atto.

 

Coldiretti continua intanto a lavorare a tutela della filiera suinicola piemontese e dei territori: prosegue il confronto con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale, con l’Università di Torino e con il consorzio di ricerca Enetwild – finanziato dall’EFSA – che ha sviluppato un’app (iMammalia), già in uso con successo in Serbia ed oggi in Montenegro, con cui si possono segnalare animali vivi e carcasse.

 

“Ci sono, poi, alcune azioni che vanno attivate subito, in modo omogeneo in tutte le province, negli ATC e nei CA, per controllare una situazione che, come abbiamo più volte ribadito, è ormai al collasso con il proliferare incontrollato della fauna selvatica e i casi di Peste Suina accertati lo dimostrano – proseguono Moncalvo e Rivarossa -. Occorre il blocco della sperimentazione sulla caccia di selezione con l’uso dei cani in questo mese di gennaio, non solo inutile ma dannosa in quanto per prevenire l’avanzamento della Peste Suina Africana (PSA) è fondamentale ridurre al minimo lo spostamento degli animali. E’ urgente potenziare le attività di contenimento con azioni straordinarie notturne, anche nei parchi, mediante i più moderni strumenti tecnologici che consentono di agire in sicurezza e con grande efficacia. Altrettanto importante è riconoscere la possibilità a tutti i proprietari, conduttori di fondi e tutor, abilitati attraverso i corsi già svolti, di installare, anche nelle aree parco, gabbie per la cattura degli animali. E’ infine indispensabile il controllo sanitario di tutti i capi abbattuti, così da tutelare la salute pubblica e creare le condizioni che garantiscano continuità agli allevamenti domestici presenti a livello territoriale, sanzionando pesantemente chi lo evadesse. Sono queste le principali proposte che sottoponiamo alla Regione non essendoci altro tempo da perdere”.

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