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    Peste dei cinghiali, ora l’allerta rossa entra anche nel cuneese

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    “Una notizia estremamente preoccupante che purtroppo ci aspettavamo, a fronte dell’immobilismo delle Istituzioni che non hanno recepito né la gravità della questione né l’urgenza di attuare specifiche misure di contenimento soddisfacenti per contrastare il dilagare dell’epidemia e salvaguardare gli allevamenti suinicoli cuneesi”. È quanto dichiara il Presidente di Coldiretti Cuneo, Enrico Nada, commentando il ritrovamento di un cinghiale positivo alla Peste Suina Africana (PSA) a Cairo Montenotte, in Provincia di Savona, a soli 10 Km dal confine cuneese, che determina l’ingresso del primo Comune della Provincia di Cuneo, Saliceto, nella Zona di restrizione II ovvero nell’area infetta.

     

    Saliceto era entrato da alcune settimane in Zona di restrizione I ovvero in Zona buffer e ora, con il passaggio in Zona infetta, verrà ulteriormente ampliata anche l’area cuscinetto, segno che l’onda epidemica si espande sempre più rapidamente.

    Secondo i dati raccolti dall’Istituto Zooprofilattico Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta – spiega Coldiretti Cuneo – nel primo anno di PSA, ossia dal 27 dicembre 2021 al 28 dicembre 2022, sono state riscontrate fra i cinghiali campionati 221 positività tra Piemonte e Liguria, di cui 143 in territorio piemontese, precisamente in Provincia di Alessandria. Solo nei primi mesi del 2023, invece, si sono registrati ben 490 casi positivi di cui 278 in Piemonte, superando del doppio i dati dell’intero anno precedente: un’accelerazione più volte denunciata dalla Coldiretti, il cui allarme è rimasto nei fatti inascoltato.

    La scorsa settimana Coldiretti ha incontrato ad Alessandria il nuovo Commissario Straordinario alla PSA, Vincenzo Caputo, per chiedere al più presto risposte concrete sia alle imprese che risiedono ed operano nelle zone ormai da tempo vittime del dilagare dell’epizoozia che agli allevamenti situati nelle altre aree in Piemonte.

    “Il problema di fondo – evidenzia il Direttore di Coldiretti Cuneo, Fabiano Porcu – riguarda il depopolamento dei cinghiali, ancora del tutto insufficiente. Gli abbattimenti vanno incrementati in tutto il Piemonte, sia in Zona buffer che in Zona infetta, dove lo scorso anno hanno appena superato quota 27.000 quando l’obiettivo era di arrivare a 50.000”.

    La proliferazione incontrollata dei cinghiali sta veicolando sempre più in fretta la PSA con conseguenze che, secondo Coldiretti, potrebbero diventare disastrose per gli allevamenti suinicoli cuneesi e le filiere del Prosciutto di Parma e del San Daniele. Infatti la filiera suinicola della Granda, con le sue 800 aziende, conta quasi 900.000 capi destinati soprattutto ai circuiti tutelati delle principali DOP italiane per la preparazione della miglior salumeria nazionale.

    “Le imprese agricole e la popolazione – conclude il Presidente Nada – devono essere tutelati attraverso una strategia che permetta di avviare un reale processo di eradicazione della PSA. Per questo, anche per effetto della recente Ordinanza commissariale, richiamiamo l’Amministrazione regionale alle sue responsabilità e funzioni affinché possa essere data attuazione completa alle misure previste”.

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