Parroco «diseredato»: è iniziato il processo

La parrocchiale al centro del caso. Sott’accusa amica di facoltosa anziana che l’avrebbe circuita: per farsi lasciare i beni invece che a Cristo Re

E’ iniziato giovedì scorso in Tribunale ad Asti (giudice monocratico Elisabetta Chinaglia), il processo penale che vede imputata S. P., classe 1938, nativa di Roma e residente a Grinzane Cavour. L’accusa è circonvenzione d’incapace.Supposta vittima un’amica a cui s’era particolarmente avvicinata nell’ultimo periodo di vita: la farmacista albese Luigina Torta mancata nel 2016 all’età di 86 anni.

La causa, intentata per la denuncia querela del parroco di Cristo Re don Claudio Carena, verte sulle ultime volontà della dottoressa.Secondo la Procura sarebbe stata plagiata da S.P. che l’avrebbe indo17ta a modificare a favore suo e del figlio, con una nuova stesura datata 9 novembre 2015, i testamenti olografi precedentemente redatti nel 2008, 2009, 2011 e 2012. Don Carena dopo la scomparsa della Torta aveva lamentato che, prima, tali testamenti erano tutti concordanti nella volontà di beneficiare Cristo Re.

Il parroco ha quindi impugnato il documento davanti alla Procura di Asti e, dopo l’udienza preliminare e il rinvio a giudizio dell’imputata, il procedimento penale ha preso il via con l’ammissione delle prove addotte dal pubblico ministero Donatella Masia e la costituzione di parte civile da parte del Carena. Il giudice ha fissato la ripresa per giovedì 3 maggio con l’audizione dei testimoni.