HomeRUBRICHETerza paginaParole Riscoperte: Amici di scuola

Parole Riscoperte: Amici di scuola

Pubblicato il

spot_imgspot_img

Alice e Francesco per la prima volta affronteranno un mondo nuovo, la prima elementare, che è un momento emozionante e denso di ansia, dove la paura è temperata dalla curiosità di conoscere i nuovi compagni: «Ma con me – mi dice Alice – ci saranno tre amichetti della scuola materna». E questo la rassicura e le fa brillare gli occhi intelligenti. Gli amichetti non si scordano nella vita e da adulti saranno ricercati se i destini li hanno portati lontano. Il ricordo rimane impresso, come i loro dispetti, le piccole scaramucce quotidiane che alimentano la vita del bambino. Gianni Rodari insegna: «Dice un proverbio dei tempi andati/“Meglio soli che male accompagnati”./Io ne so uno più bello assai:/“In compagnia lontano vai”./Dice un proverbio, chissà perché:/“Chi fa da solo fa per tre”./Da questo orecchio io non ci sento:/“Chi ha cento amici fa per cento!”».

Evviva l’amicizia, dunque. Ma chi dirà ad Alice e Francesco che il termine amichetti contiene insidie, risvolti semantici non proprio belli? Oggi gli amichetti sono diventati amiconi e si è coniato un termine denso di irriverenza: amichettismo. Sui giornali, nei dibattiti televisivi furoreggia, per stigmatizzare un comportamento e il termine, pur suonando quasi ironico per la sua costruzione morfologica, ha un significato tutt’altro che leggero: indica infatti una pratica di favoritismo clientelare, messa in atto da chi ricopre posizioni di potere, a vantaggio degli amici. In poco tempo ha soppiantato i più famosi clientelismo e favoritismo, conquistando un successo in ogni campo. E ha anche spazzato via il concetto di meritocrazia: «Tu vali se hai un amico potente che ti raccomanda». È cambiata la mentalità delle persone, come sottolinea Camilleri: «Una volta un raccomandato veniva considerato per quello che veramente era, e cioè un tale che, non riuscendo a farcela con le proprie forze, pregava un santo di dargli una spintarella. Oggi invece l’essere raccomandati è come uno status symbol e il raccomandato si affretta a farlo sapere in giro». Addirittura diventa motivo di onore avere un grand commis, per diventare senza vergogna un civil servant, il che detto in francese assume una patina più autorevole. Così il raccomandato, innalzato a rango di amico, sacrifica la sua dignità, vende la sua anima, per un obiettivo che di nobile non ha nulla, se non ottenere un incarico, anche senza averne i requisiti.

spot_imgspot_img

Ultimi articoli

Cerretto Langhe in festa per i I 100 anni di Vittorio Adriano

CERRETTO LANGHE - Nel piccolo comune di Cerretto Langhe, dove si mangia bene e si...

Presso il Comune di Castagnole delle Lanze arrivano due giovani volontarie del Servizio Civile

CASTAGNOLE DELLE LANZE - Si chiamano Marta e Anastasia, e hanno iniziato giovedì 17...

Benevello: presto l’avvio cantiere per il Parco del Castello

BENEVELLO - Visto l'imminente avvio di lavori relativi agli interventi di restauro e valorizzazione...

Da 9 de Julio a Monteu Roero: quando le radici uniscono i mondi

MONTEU ROERO - È davvero affascinante scoprire quanto valgono le radici roerine, capaci di...

Leggi anche

Parole Riscoperte: La tenacia della disperazione

Capita che la vita ti porti a commettere gesti eclatanti, a diventare tuo malgrado...

Etimologica-mente: Clima, il cambiamento… della parola

I crolli di quel che resta dei ghiacciai alpini o addirittura di pareti rocciose...

I detti che fra un po’ non saranno più detti: El canton dij barboton

Traduzione: l'angolo dei brontoloni. Tanti anni fa, talmente tanti che se ne trovano solo...