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Papa Francesco: nella sua visita ha bevuto soltanto vino astigiano

Al Papa Francesco piace il vino? La risposta è affermativa. Nel corso della sua visita privata a Portacomaro e Vignale Monferrato, sembra proprio che il Santo Padre abbia apprezzato il nettare di Bacco. Siamo d’accordo parliamo di un dio pagano, ma è pur sempre un simbolo per i vignaioli di tutto il mondo e del buon vivere. Che cosa ha degustato nel corso del suo soggiorno? Barbera d’Asti, Grignolino d’Asti, Moscato d’Asti, Chardonnay e un Metodo Classico Brut. Come si può notare nella selezione si parla esclusivamente astigiano ed infatti a scegliere la carta dei vini è stato il sommelier dell’EnotecAmica Paolo Noto.

Tutte le bottiglie sono state rigorosamente “anonimizzate” con le etichette del Mercato Contadino di Campagna Amica – Coldiretti di Asti. Insomma tra le radici, che Francesco ha voluto ritrovare ci sono anche quelle della vite. Il vino, che è uno dei prodotti che ha fatto ricco il territorio astigiano, ha regalato al Pontefice la possibilità di riassaporare i ricordi delle sue origini, fatti di persone, di tradizioni e, perché no, anche di quella cultura contadina strettamente interconnessa alla terra astigiana e ai suoi frutti migliori, dove affondano le radici della famiglia Bergoglio.  Ma non basta.

Sull’elicottero che ha riportato il Santo Padre in Vaticano è stata caricata anche una piccola selezione di bottiglie, che gli regaleranno ancora un po’ di astigianità nelle sue serate trascorse nella residenza Santa Marta a Roma. Langhe e Roero sono invidiose di questa preferenza monferrina? Non è dato saperlo, ma di sicuro un po’ tutto l’Albese è stato tagliato fuori da questo avvenimento così tanto importante. Tanto le autorità religiose, quanto quelle civili non hanno ricevuto alcun invito, anche se in cuor loro, avrebbero voluto abbracciare il Papa in questa circostanza. L’unico albese (sperando di non essere smentiti) è stato Alberto Cirio, ma la sua carica di governatore del Piemonte, l’ha reso assolutamente “super partes”.

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