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Ospedale Verduno, serve un nuovo ponte: arriva una proposta per risolvere i problemi di viabilità verso il presidio

L’idea è stata presentata dal gruppo politico “Cambiamo con Toti”: «Pronti a discuterne»

VERDUNO – La costruzione dell’ospedale di Alba e Bra sulla collina di Verduno ha portato con sé una gran messe di vicissitudini che ora, preso atto che il presidio è attivo da qualche settimana, sono state in gran parte superate o, almeno temporaneamente, messe da parte.

Non è che l’opera sia incompiuta, a parte la messa a punto della stazione di sterilizzazione che ancora non soddisfa pienamente le prescrizioni dei Vigili del Fuoco (ma il problema sarebbe in dirittura d’arrivo), ma ci sono alcune partite di cui ancora si discute. Una di questa è quella legata al collegamento del “Michele e Pietro Ferrero” alla viabilità e, più in generale, alla necessità di adeguare la Sp7 al ruolo di principale percorso afferente l’ospedale. Di ricette, più o meno razionali e provocatorie, per rendere agevole e sicuro il collegamento Alba – Verduno ne sono state proposte parecchie. Chi non ricorda, ad esempio, la proposta – tra il serio e il faceto – avanzata da Maurizio Marello di dotare l’ospedale di una teleferica per trasportare utenti e personale “per via aerea” e senza problemi di traffico?

Proprio in questi giorni, una nova proposta è stata formulata dai militanti della delegazione Alba, Langhe e Roero del gruppo politico “Cambiamo con Toti”. L’idea, fatto salvo il fatto che non è nota la situazione geologica della zona oggetto della proposta, è quella di realizzare un ponte che – superando il Tanaro – possa accorciare nettamente i chilometri e i tempi di percorrenza. La descrizione ai lettori del “Corriere” arriva dall’ex consigliere comunale albese Gabriele Mutti. «L’idea ci è stata sottoposta e ci pare degna di menzione. Basta guardare il nuovo ospedale dai bastioni di Santa Vittoria d’Alba, in sinistra Tanaro, per capire che le due costruzioni sono allineate. Spostando lo sguardo nella pianura sottostante si vede chiaramente che, in linea d’aria, la distanza è nell’ordine di un chilometro o poco più.

Ed ecco l’idea che pare essere promettente: perché non far partire una strada dalla rotatoria in zona Bennet in direzione del nuovo presidio sanitario della nostra Asl? Controllando direzione e orientamento finirebbe inevitabilmente nell’attuale rotatoria sulla Sp7 dalla quale si sale all’ospedale. Il collegamento passerebbe in pianura, attraverserebbe terreni accessibili dal punto di vista dei costi per l’esproprio e attraverserebbe il fiume con un ponte di soli 200 metri. Il collegamento, in tutto, avrebbe una lunghezza inferiore al chilometro. Mettiamo la proposta a disposizione della città e degli Amministratori affinché la possano valutare!».

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Redazione Corriere

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