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Ora solare 2021, è il momento del cambio. Sarà l’ultima volta ?

Nella notte tra sabato 30 e domenica 31 ottobre dovremo spostare indietro le lancette di un’ora perché torna l’ora solare. La UE ha chiesto agli Stati membri di scegliere tra ora solare e ora legale entro il 2021. Al momento però tutti prendendo tempo e si fanno i conti in tasca, alla luce anche dei rincari di luce e gas. Ma come può il cambio di ora pesare sulle bollette dei cittadini? Ecco perché a un Paese come l’Italia non conviene scegliere di tenere un solo orario.

Il parlamento Europeo, dopo una consultazione pubblica avvenuta tra luglio e agosto 2018 e l’84% dei voti a favore, ha infatti approvato l’abolizione dell’obbligo per i vari Paesi membri di passare da un’ora all’altra due volte all’anno. Ogni Stato, infatti, dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) decidere autonomamente entro la fine del 2021 se adottare per sempre l’ora legale o quella solare. Ma al momento nessuno dei paesi dell’Unione ha legiferato in merito e in pochi hanno dichiarato le loro intenzioni.

L’Italia, ad esempio, ha di fatto chiesto all’Europa di non decidere. Qualche anno fa, il Governo Conte bis pare abbia fatto richiesta formale a Bruxelles per lasciare le cose come stanno, ovvero sei mesi con l’ora solare e altri sei con l’ora legale, esattamente come da 54 anni a questa parte. Ma perché a Paesi come l’Italia non conviene abbandonare il cambio di lancette? Principalmente perché ci garantisce un grosso risparmio proprio sui consumi di luce e gas.

Risparmio in bolletta: facciamo un calcolo

I dati di Terna (azienda italiana che gestisce la rete di trasmissione dell’energia elettrica) dicono che nel 2020, l’applicazione dell’ora legale ha determinato un risparmio pari a 400 milioni di kWh, cioè quanto il consumo medio annuo di elettricità di circa 150 mila famiglie. Traducendo i dati di consumo in euro, il risparmio economico, sempre secondo Terna, sarebbe stato di circa 66 milioni di euro. Ma non è tutto: meno consumi significa anche un positivo impatto sull’ambiente, grazie a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 205 mila tonnellate.

Considerando che nel 2020 i consumi sono stati più contenuti rispetto alla media a causa del lockdown e che, per la stessa ragione, il prezzo dell’energia elettrica era molto basso, in anni con consumi standard e prezzi alle stelle, come quello attuale, misure come l’ora legale sono fondamentali per promuovere il risparmio energetico. Dal 2004 al 2020 Terna ha rilevato che il minor consumo di elettricità per l’Italia dovuto all’ora legale è stato di circa 10 miliardi di kilowattora e ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di 1 miliardo e 720 milioni di euro.

Ma perché l’ora legale permette di risparmiare?

L’ora legale, introdotta in Italia nel 1966, è un sistema che permette di sfruttare al meglio le ore di luce durante tutta la bella stagione. Tra marzo e ottobre, infatti c’è a disposizione naturalmente più luce, dato che il sole, in questo periodo dell’anno, sorge prima (in Italia verso le 4:30) e tramonta più tardi (verso le 20). Spostando avanti le lancette di un’ora, le ore di luce coprono meglio le ore destinate alle attività umane, permettendo di fatto di godere di un’ora di luce in più alla sera.

Prendiamo come esempio l’Italia: se con l’ora solare (ovvero quella che segue il naturale sorgere del sole) il sole nei mesi estivi sorgerebbe alle 4.30 del mattino e tramonterebbe alle 20, con l’ora legale (ovvero spostando avanti le lancette dell’orologio) il periodo di luce tra alba e tramonto va dalle 5.30 alle 21. E’ facile intuire che un’ora di luce tra le 4.30 e le 5.30 è meno utile di un’ora di luce tra le 20 e le 21. Questo spostamento permette infatti, ad esempio, di accendere le luci alla sera un ora più tardi con un conseguente risparmio sui consumi di energia elettrica.

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