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    Omicidio Pesce: il pubblico ministero vuole condanna a 21 anni

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    CANELLI – Il giudice si pronuncerà il prossimo maggio, la pubblica accusa nell’ultima udienza del processo di primo grado ad Asti lo ha già fatto. Chiedendo una condanna a 21 anni di reclusione per Piero Pesce, 63 anni, l’impiegato contabile che all’alba del 23 novembre 2022 uccise l’unico figlio, il 28enne Valerio, accoltellandolo con oltre 100 fendenti.

     

    Avvenne nella casa di famiglia a Canelli dove il giovane era tornato ad abitare a seguito del fallimento di un’­e­spe­rienza ad Alba. Qui aveva gestito una tabaccheria-ricevitoria acquisita per lui dai genitori, la madre Daniela morta di tumore nel 2015. La difesa dell’imputato, che arringherà alla prossima udienza, spera che la Corte d’Assise e­quilibri al ribasso il giudizio: riconoscendo una almeno parziale incapacità d’intendere e volere del Pesce, per la depressione diagnosticatagli già all’arresto quando, dopo aver tentato di tagliarsi i polsi, fu lui stesso a chiamare i carabinieri.

    Diversa l’opinione del pubblico ministero. Pur avendo escluso l’aggravante della premeditazione, ritiene l’imputato fosse perfettamente in sé all’atto del fatto di sangue e quindi adeguato, nella proposta di 21 anni di pena, il riconoscimento delle attenuanti di seminfermità mentale con le aggravanti dell’aver provocato la morte di un congiunto, aggredendolo in stato di minorata difesa. Secondo quanto emerso in dibattimento, il 28enne Valerio era dipendente da alcol e azzardo. Così avrebbe dilapidato parte del patrimonio di famiglia, la stessa che lo aveva sostenuto nell’avvio della sua piccola impresa commerciale in piazza Cristo Re.

    Il padre, anche con la collaborazione dell’anziana nonna, avrebbe più volte provato a indurlo a smettere di bere e scommettere. La mattina del­l’omicidio, alzatosi presto per andare a lavorare e trovata in cucina una bottiglia di birra scolata, l’uomo avrebbe perso definitivamente le staffe. Il figlio, che da qualche tempo ormai aveva chiuso il negozio ed era in attesa di entrare in comunità, è stato colpito con un coltello da cucina mentre dormiva nella sua camera.

    Redazione Corriere
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