Omicidio Ghibaudo: chiesto il massimo della pena per i due braidesi accusati

Meritano 30 anni di carcere: così la pubblica accusa ieri ad Asti per Mario Novi, 26 anni, e Mauro Regis, 23, entrambi braidesi. La richiesta del Pm è stata del massimo della pena possibile in questo processo, per cui era stata accolta la richiesta della difesa di celebrare con rito abbreviato. L’accusa è omicidio volontario. La vittima Salvatore Ghibaudo, 37 anni, ex giardiniere disoccupato. Sia lui sia i suoi presunti assassini bazzicavano il giro dello spaccio di droga.

Il processo è stato rinviato dal giudice Alberto Giannone al prossimo 10 dicembre. In questa udienza alle accuse del pubblico ministero replicheranno i difensori: l’avvocato Carla Montarolo per Novi, l’avvocato Pierpaolo Viganò per Regis. La famiglia dello scomparso è parte civile con i legali Massimo Rosso e Piermario Morra.

Entrambi gli imputati si dicono innocenti. Secondo le indagini, invece, sarebbero stati loro ad accompagnare nel giugno del 2016 Ghibaudo in un pioppeto presso strada Falchetto, nella periferia ovest della città. Su «invito» di Ghibaudo avrebbe dovuto esserci anche una quarta persona, a quanto pare coinvolta in un debito di droga. Forse proprio la sua assenza mandò in bestia Novi, che avrebbe materialmente sparato. Ghibaudo morì raggiunto da un colpo alla testa e il suo cadavere fu ritrovato soltanto diversi giorni dopo. L’arma che sarebbe stata utilizzata, una pistola con matricola abrasa, è stata recuperata dai carabinieri a mesi di distanza, l’avevano nascosta vicino al torrente Stura in territorio di Cervere.

Nel processo in corso Novi, già in carcere per altri reati, deve rispondere anche di una scenataccia di cui fu protagonista a casa di Ghibaudo, con imputazione di violazione di domicilio e minacce. Inoltre, di porto abusivo d’arma. Mentre a Regis viene contestata la calunnia, siccome avrebbe cercato d’incolpare un’altra persona risultata estranea all’assassinio.

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