dal PiemonteSanità

Oltre 1.100 lavoratori precari della Sanità regionale che avevano i requisiti verranno stabilizzati”

“Il Piemonte stabilizzerà 656 precari entro l’anno in corso e in totale saranno 1.137 entro il 2023, ennesimo step di un percorso che ha visto molte interlocuzioni anche nella Commissione Sanità e che ci permetterà di cambiare marcia nell’assistenza sanitaria accelerando sulle liste d’attesa”. Con queste parole il medico e professore universitario della Lega Salvini Piemonte Alessandro Stecco ha commentato l’accordo tra la Regione Piemonte e le sigle sindacali della Sanità.

“I precari del comparto sanitario che ne avevano i requisiti e che ci hanno sostenuto nell’emergenza Covid – ha rimarcato Stecco – verranno doverosamente stabilizzati. Ci ostacolava in questo percorso la disponibilità di risorse che, di concerto con l’Assessorato, la Regione ha portato all’attenzione del Governo. Per altri 500 che non hanno i requisiti saranno prolungati i contratti fino a fine anno, grazie a un fondo di quasi 8 milioni di euro di risorse straordinarie messe a disposizione dalla Regione, in attesa di ulteriori sviluppi dal Governo. Nello stesso accordo si è anche ratificata la copertura della retribuzione accessoria del personale relativa all’anno 2021”.

“La presidenza della Regione con l’assessore alla Sanità – ha concluso Stecco – con questo accordo con i sindacati, oltre al riconoscimento del valore del personale sanitario che ha operato durante la pandemia, permette una accelerazione per lo smaltimento delle liste d’attesa, guardando al potenziamento della medicina territoriale e ponendo nuove garanzie per la salute dei piemontesi, anche in vista di possibili recrudescenze autunnali del virus. Questo deve essere considerato come un punto di partenza, non di arrivo, ma è una vera boccata di ossigeno che testimonia la forte volontà della Regione di collaborare con i rappresentanti dei lavoratori della Sanità, uscendo dalle dinamiche dei tagli visti negli anni precedenti, con una impostazione di crescita e espansione dei dipendenti del Sistema Sanitario Regionale, rimanendo nei limiti dei vincoli di bilancio e di legge”.

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