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    O la va o la spacca

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    L’espressione è popolare, la si usa spesso in occasioni diverse. A un ragazzo piace una ragazza, vorrebbe dirglielo, anche se c’è il rischio che lui non piaccia a lei. Alla fine l’eroico innamorato prende la decisione: «Glielo dirò, o la va o la spacca», con le conseguenze del caso. Molto efficace, colorita l’espressione, dall’origine incerta, per alcuni risale agli antichi romani, anche se non si hanno riscontri.

    Si dice che i nostri antenati ricorressero a tale espressione quando giocavano a dadi: il rischio di perdere la posta in gioco era molto alta, si giocava il tutto per tutto, o si vinceva o si perdeva. Un detto marchigiano recita: O bbocca lo chiodo o spacco la tavoletta (o entra il chiodo o si rompe la tavoletta) che dà l’idea di quello che succede, se non si ha ferma la mano e l’occhio vigile. La frase o la va o la spacca viene utilizzata quando ci si trova in una situazione importante o difficile e si pensa che sia il caso di prendere una scelta, anche se non si è sicuri del buon esito, pertanto si decide di tentare il tutto per tutto assumendosi le proprie responsabilità.

    È rischio o azzardo se coinvolge altre persone? Il termine spacca è un verbo forte, vuol dire rompere, distruggere, evoca scenari sinistri perché comporta un cambiamento di situazione: prefigura che andrà tutto male. In questi giorni frenetici preelettorali, dove slogan, promesse strabilianti, spot e santini ci inondano, il nostro equilibrio è messo a dura prova. Intanto la vita scorre con i tanti problemi che ci assillano: il lavoro, la precarietà, lo stipendio risicato, l’affitto esorbitante, il mutuo da rispettare, per non alzare lo sguardo su scenari mondiali dove le guerre incalzano e la natura riserva sorprese, con esondazioni, frane, terremoti. In questo clima la frase pronunciata da un’alta carica dello stato, o la va o la spacca, a proposito della riforma del premierato, sventolata come la panacea di tutto, mi è sembrata di dubbio gusto. Anzi sinistra. La riforma, su cui si stanno pronunciando fior di costituzionalisti, inciderà sulla vita di noi tutti, dei nostri figli e nipoti, sull’assetto democratico del paese. Quale il messaggio subliminale che contiene? Se non passa e tutto andrà a rotoli, i colpevoli saranno i cittadini che non l’approvano? Mi si dirà che è stata una semplice battuta. Allora rivendico un rispetto della lingua maggiore. Perché le parole non sono mai neutre.

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