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Nuovo ospedale: si delinea il piano che porterà alla completa apertura di Verduno

Ieri i Capigruppo consiliari di Bra hanno videoincontrato il direttore generale dell’ASL CN2 dott. Massimo Veglio e il direttore amministrativo Gianfranco Cassissa, per fare il punto sulla situazione della sanità nel braidese.

L’incontro trae origine dagli eventi di circa un mese addietro, quando, a seguito dell’emergenza virus, Bra e il suo territorio vennero privati nel giro di poche ore del Pronto Soccorso e di altri reparti, riducendo la parte ospedaliera del Santo Spirito ad un guscio vuoto.

L’Amministrazione e la maggioranza espressero una forte contrarietà alla decisione, chiedendo che fosse rivista, ma inutilmente: l’emergenza sanitaria ebbe il sopravvento su altre considerazioni. In questo contesto, noi condividiamo in pieno le preoccupazioni che si esprimono nella nostra comunità, e che trovano riscontro anche in un appello di oggi sui social media. Tuttavia ci rendiamo conto che il ripristino della situazione precedente al grave provvedimento deciso a livello regionale (dall’Unità di Crisi, per la precisione) non sia purtroppo un obiettivo realisticamente perseguibile, avendo comunque una disponibilità di durata brevissima, ferma la destinazione successiva a Verduno. Abbiamo dunque scelto di aderire ad una diversa proposta, di cui oggi il dott. Veglio ci ha illustrato la natura e la fattibilità.

La proposta si articola in due fasi pressoché contemporanee: la prima, che prenderà il via già nelle prossime settimane, prevede il trasloco a Verduno della residua parte ospedaliera del Santo Spirito (in particolare la Medicina); seguirà, sempre in tempi rapidi, il trasferimento progressivo dei reparti albesi (ad eccezione della parte Covid), compreso il DEA. A questo punto la nostra comunità potrà fruire di una struttura per le emergenze di livello decisamente più elevato del Pronto Soccorso precedente, collocata non più nel contesto intasato di Alba ma appunto a Verduno. La seconda fase, altrettanto importante per Bra e contestuale al trasloco, riguarda il fatto che il liberarsi di ampi spazi al Santo Spirito renderà possibile un inizio agevolato della realizzazione della nostra Casa della Salute.

In sostanza, tanti servizi della Casa potranno rimanere al loro posto o quasi: il Centro prelievi, la Radiologia di base, lo screening senologico, gli ambulatori specialistici e di Day Hospital; la piena attività di questi servizi potrà essere ripresa a breve, non solo per le prestazioni urgenti (che in questo periodo sono state sempre garantite), ma anche per quelle ordinarie oggi sospese. In più Bra, con più spazi disponibili, avrà la possibilità di un ampliamento della Casa a nuovi servizi. Si pensa alla realizzazione di un ambulatorio infermieristico, nonché al coinvolgimento della medicina di base (diversi medici di famiglia avevano già dato disponibilità a trasferire i loro studi in un’unica sede, con orari coordinati) e dei servizi territoriali. Verrà sempre garantito il servizio di Guardia Medica, esteso sia negli orari che nelle funzioni svolte, fra le quali anche quelle prestazioni di primo intervento (medicazioni, suture, ecc.) che sono poi la maggior parte dei motivi per cui i cittadini si rivolgevano fino a ieri al Pronto Soccorso braidese. Della Casa continuerà a far parte anche l’Hospice, pur con le proprie particolarità.

La riunione si è conclusa con una convergenza su questo progetto, condivisa ci pare da tutti i gruppi sia di maggioranza che di opposizione. Certamente a tutti noi, cittadini di Bra e territorio, viene chiesto di stringere i denti ancora per qualche mese, ma per ottenere un risultato che durerà, anzi si svilupperà nel tempo. La nostra Amministrazione intensificherà l’impegno per garantire anche (in collaborazione con altri enti) uno sviluppo positivo di un aspetto essenziale per l’ospedale di Verduno: da un lato il trasporto pubblico, con navette a cadenza ravvicinata fra Bra e Verduno; dall’altro il trasporto privato, dando attuazione al progetto già finanziato della ‘bretella’ fra il ponte di Pollenzo e via Nogaris, che risolverà buona parte dei problemi di collegamento automobilistico fra città e ospedale. E su tutto ciò sarà garantita vigilanza costante.

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Redazione Corriere

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