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Notti della Natività: spariti gli striscioni con le frasi natalizie

Il Borgo di San Lorenzo li rimuove nottetempo a causa di problemi fiscali

Che fine hanno fatto gli striscioni che fino a ieri sera facevano parte della coreografia delle “Notti della Natività 2020”?

In molti in queste ore si stanno facendo questa domanda. Martedì sera, giorno di inaugurazione della rassegna ideata e realizzata dal Borgo di San Lorenzo, con il patrocinio del Comune di Alba, lungo via Maestra e via Cavour si potevano vedere 13 striscioni, ognuno dei quali dedicato ad un artista che era giunto ad Alba per animare la manifestazione nelle passate edizioni. Su entrambe le facciate erano riportati testi di canzoni o frasi pronunciate dai vari ospiti.

Una bella iniziativa, senza dubbio, che andava ad arricchire un allestimento davvero ricco di fascino che riscaldava il cuore degli albesi in un periodo sicuramente difficile, regalando messaggi di pace e di festa a tutti i passanti. Oggi questi striscioni non ci sono più ed il motivo è (purtroppo) di tipo… fiscale.

«Nel realizzarli – spiega Ines Manissero, presidentessa del Borgo di San Lorenzo – abbiamo voluto inserire tutti quegli sponsor che hanno finanziato le Notti della Natività e proprio la presenza di marchi, ha trasformato gli striscioni in manifesti pubblicitari. Quando mi sono vista recapitare una richiesta di 8mila euro di tassa sulle affissioni, mi sono resa conto della mia ingenuità. Avevo fatto tutto in assoluta buona fede e francamente mi sono stupita di questa esorbitante richiesta».

Da un punto di vista prettamente legale la “tassa” richiesta dal concessionario comunale (Ica – Imposte Comunali Affini – S.r.l.) è assolutamente legittimo, anzi dovuto. Vi ricordate della tassazione delle bottiglie di vino esposte nelle vetrine dei negozi del centro? Era avvenuta esattamente la stessa cosa. Dunque non c’è da stupirsi di questa richiesta che risponde ad una tariffa prefissata, anche se poi è successo un qualcosa di paradossale.

«La ditta che ha realizzato gli striscioni – prosegue la signora Manissero – si è offerta di cancellare i marchi degli sponsor, per evitare di dover pagare la tassa, ma purtroppo non è bastato. Dagli 8mila euro, abbiamo ottenuto uno sconto del 50%, ma la cifra per noi è restata insostenibile, viste le spese che sosteniamo per organizzare le Notti».

A questo punto è giunta la decisione di smontare in fretta e furia tutto quanto: «Purtroppo ho chiesto aiuto in Comune – aggiunge la presidentessa -. Poiché le risposte tardavano ad arrivare, ho avuto paura di ricevere qualche sanzione ed ho preferito rinunciare immediatamente e far rimuovere gli striscioni. È stata una decisione dolorosa, accolta dai borghigiani con molta rabbia. In un periodo così complicato, avevamo realizzato comunque un qualcosa di molto bello. Gli stessi artisti avevano apprezzato la nostra idea, pubblicando le foto sui loro social. Chiedo scusa se ho peccato di leggerezza, ma davvero non mi sarei aspettata di avere simili problemi, dopo aver lavorato intensamente per fare bella la nostra città e creato una bella manifestazione culturale. Voglio sottolineare che paghiamo tutte le tasse di occupazione, comprese quelle per la collocazione dei presepi e degli addobbi, quindi non è mai stata nostra intenzione evadere le tasse».

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