ALBAAttualità

Il nuovo Comandamento: risparmiare ! Riscaldare la Cattedrale di Alba costerà 100.000 Euro

Non bastavano la crisi delle vocazioni, i problemi legati al Covid e i tanti guai che le chiese si trovano ad affrontare in questi ultimi tempi. Adesso i sacerdoti delle nostre parrocchie sono alle prese anche con il caro-bollette. Schizzate alle stelle soprattutto quando si tratta di illuminare e riscaldare edifici grandi come una chiesa o una cattedrale, senza contare oratori e locali annessi. Insomma, una nuova “grana” che i nostri parroci stanno affrontando nelle maniere più disparate, sfoderando anche una certa fantasia. Per tutti, in ogni caso, il nuovo comandamento è “risparmiare”. Sulla luce, sul gas, sull’acqua, su tutto quanto si può tagliare senza chiedere troppi sforzi ai fedeli.

In chiesa con qualche piccolo sacrificio A messa? Va bene anche al freddo. E’ la tesi di Don Eligio Mantovani, parroco della chiesa di San Vittore a Canale: «Forse quest’inverno patiremo un po’ di più il freddo a messa, ma sono piccoli sacrifici se pensiamo a chi sta peggio di noi, al popolo ucraino sotto le bombe. Io sono veneto, sono nato e cresciuto in una famiglia che non poteva permettersi il riscaldamento e ancora oggi ne faccio tranquillamente a meno: eppure sono arrivato a 61 anni senza mai prendere neppure un raffreddore. E’ vero, ci sono casi e casi, ma in questi tempi difficili tutti siamo chiamati a qualche sacrificio. Anche per quanto riguarda la luce in chiesa abbiamo deciso qualche piccolo intervento. Non teniamo più tutto acceso come prima ma illuminiamo soltanto le file centrali». Una linea sposata anche da don Francesco Blengio, della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Santo Stefano Belbo: «Su come comportarci aspettiamo suggerimenti dalla Diocesi. Indubbiamente, per chi deve illuminare e riscaldare una chiesa grande come la mia è un disastro. Ora le temperature sono ancora accettabili, ma certamente, quando sarà il momento, chiederemo ai fedeli il piccolo sacrificio, seguire le funzioni anche restando un po’ più al freddo». Non nasconde la sua preoccupazione neanche don Dino Negro, parroco della cattedrale del Duomo di Alba. «Lo sa quanto abbiamo pagato di bollette di riscaldamento lo scorso inverno? – esordisce battagliero don Dino – 48.000 Euro! Se, come dicono, i costi sono destinati a raddoppiarsi o triplicarsi per noi questa spesa diventerà assolutamente insostenibile. In ogni caso, stiamo risparmiando tutto dove è possibile e finché non gela non accenderemo nulla».

Pagare? Soltanto finche si potrà… Ma c’è anche chi non si limita al risparmio. A trovare una soluzione definitiva al caro-bollette ci ha provato don Pietro Fissore, della parrocchia dei Santi Giacomo e Filippo di Sommariva Bosco. La sua idea? Far diventare la parrocchia sommarivese una delle prime “chiese solari” d’Italia. «Ci siamo informati sul percorso da intraprendere per sistemare i pannelli solari sul tetto – spiega lo stesso don Pietro -, ma finora ci siamo scontrati con una serie di problemi burocratici. Ci hanno spiegato che l’idea di metterli sul tetto della chiesa era da scartare per ragioni estetiche e di deturpamento. Vedremo se sarà possibile trovare una soluzione alternativa, magari collocandoli in uno spazio vicino. In ogni caso, vogliamo evitare di chiedere ai fedeli di restare in chiesa al buio e al freddo. Finché potremo pagare pagheremo, poi si vedrà…».

Sponsorizzato

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button