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Nello spot Trenitalia Torino diventa la porta delle Langhe

Sta facendo discutere la campagna pubblicitaria di Trenitalia che utilizza la città di Alba per invitare i propri clienti a utilizzare le ferrovie. Il breve spot, che sta andando in onda da qualche giorno sui principali network radiofonici, tra cui anche la Rai, racconta della discussione di due turisti che, attratti dal vino e dal tartufo, hanno deciso di recarsi in Langa. Purtroppo l’automobile non è il mezzo ideale per chi ha intenzione di mangiare e bere in abbondanza, e allora i due si chiedono: «Perché non andare in treno?». Al termine del dialogo Trenitalia ricorda che il collegamento diretto (uno all’ora) tra Torino e Alba, sfruttando l’Sfm4 costa «soltanto 6 euro andata e ritorno».
Se da un certo punto di vista questa attenzione non può che far piacere, da un altro fa sorridere il fatto che ci si “dimentichi” di dire che Torino non è certamente il luogo di partenza più “comodo” per raggiungere la nostra città. Sappiamo con sicurezza che buona parte dei turisti lombardi, liguri ed emiliani potrebbe utilizzare la linea Voghera-Tortona-Alessandria-Asti, che essendo interregionale costringe ad almeno due cambi. Poi, arrivati ad Asti, c’è l’avventura del pullman (che nei festivi riduce le corse) oppure la scelta di raggiungere Torino dove, se si scende a Porta Nuova, è necessario fare ancora un cambio per raggiungere Porta Susa o Lingotto e imbarcarsi finalmente sulla comoda Sfm4. Insomma non c’è che dire, siamo un ramo “secchissimo”, ma andiamo bene per fare cassa.
La popolarità mediatica di Alba non si limita solo ai treni, ma si estende anche all’arte e alle automobili. In questi giorni sono in onda altri due “spot”. Il primo pubblicizza la mostra del vignettista Tullio Pericoli nella chiesa di San Domenico. L’altro, trasmesso su Sky, invita alla prova di un nuovo Suv presso un concessionario locale. In questo caso emerge la grande potenzialità tecnica dell’emittente di Murdoch, che riesce a “personalizzare” le pubblicità, sulla base della localizzazione dell’abbonato. (V. N.)

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