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Nelle Langhe è arrivato l’istrice Una specie mai avvistata prima

Spesso, nell’immaginario collettivo, riccio e istrice sono considerati sinonimi dello stesso animale. In realtà si tratta di due specie molto diverse tra loro. Il riccio è il simpatico animaletto che tutti conoscono, diffuso in tutti i nostri boschi e in genere osservato solo da morto, in quanto non è raro rinvenire esemplari a bordo strada uccisi dalle auto.

Come il riccio, anche l’istrice è coperto di aculei, ma i due animali sono inconfondibili, per l’aspetto, ma soprattutto per le dimensioni. L’istrice ha infatti una lunghezza di 70-80 cm e un peso che può arrivare ai 20 kg. Inoltre, a differenza dei ricci che sono carnivori, gli istrici sono vegetariani. Si muovono di notte alla ricerca di frutta, erba e germogli, ma vanno matti per uva, patate e mais, di cui a volte fanno grosse scorpacciate sottraendoli nei campi.

Questi animali prediligono un clima caldo, e storicamente sono sempre stati presenti soltanto nell’Italia meridionale. L’aumento delle temperature ha tuttavia favorito, negli ultimi anni, la loro graduale espansione verso nord. In Piemonte c’erano state diverse segnalazioni ma nessuna prova concreta di questo “nuovo arrivo”.

Una fototrappola collocata nella piana del Tanaro in provincia di Asti, presso la piccola riserva naturale degli stagni di Belangero, ha fornito però la prima prova dell’arrivo degli istrici anche nel nostro territorio, fotografandone due esemplari. In seguito, un istrice è stato osservato a Castellar, in provincia di Cuneo, e un altro esemplare recuperato ferito e curato a Mongardino d’Asti. Insomma, ora non ci sono più dubbi: la fauna dei nostri boschi si è arricchita di un nuovo, gradito ospite…

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