Nelle campagne cuneesi e astigiane si contano i danni della grandine

Si contano i danni delle grandinate dei giorni scorsi tra Cuneese e Astigiano. Ecco il comunicato della Coldiretti.

A Coazzolo (At) si stimano danni anche del 50% rispetto a un’annata nella norma.

Poche ore fa un violento nubifragio, con tromba d’aria e grandine, ha interessato la provincia di Alessandria colpendo duramente coltivazioni di mais e vigneti e allagando alcune aziende agricole. Colpite duramente anche coltivazioni di zucchine e melanzane.

La scorsa settimana, ancora nella provincia di Alessandria e in particolare nell’Acquese, nel Tortonese e nel Novese, l’ondata di maltempo aveva già raso al suolo interi campi di mais, distrutto il frumento, provocato danni alle serre con ostacoli alla circolazione nelle campagne.

In provincia di Cuneo, nell’Albese, le grandinate del fine settimana hanno interessato alcuni comuni del Roero, dell’asta del Tanaro e, passando oltre il Tanaro, parzialmente i territori di Neive, Barbaresco e Mango con danni contenuti alle viti e ai noccioleti. Maggiormente colpito, invece, il Monregalese per quanto riguarda i noccioleti dove la grandine ha provocato il distacco anticipato dei frutti e ha lacerato sia le foglie che il legno, rendendo indispensabili interventi cicatrizzanti: il 50- 60% del raccolto è compromesso. Anche per le viti nel Monregalese i danni sono pesantissimi: calcolando che la produzione è di circa 80 quintali ad ettaro, oltre la metà è andata persa.

Il temporale di sabato sera ha colpito una parte di territorio a sud di Cervere, in particolare le frazioni di Montarossa e Grinzano. Qui la grandine ha danneggiato con gravità le coltivazioni di mais prossime alla fioritura, noccioleti, foraggere di secondo taglio e alcuni appezzamenti dove si coltiva il pregiato porro locale. La percentuale di danno varia dal 30% al 75%.

Nel Saviglianese, due eventi tra giovedì e sabato scorso hanno colpito l’area con conseguenze negative per i frutteti, i cereali e le coltivazioni di pomodoro, perdite stimate dal 50 al 70%. Oltre alle colture in campo, fortemente danneggiati gli impianti di rete antigrandine.

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