Nei panni del gioielliere

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Era una sentenza scritta, ma ora che la si può leggere nero su bianco, ha messo tutti quanti di fronte ad un interrogativo a cui è difficile dare una risposta. È vero, è solo il primo grado di giudizio, ma sapere che oggi, per la legge italiana il gioielliere Mario Roggero rischia di finire in carcere per i prossimi 17 anni è un fatto duro da assimilare. Ho provato a mettermi nei panni di Roggero e mi sono chiesto come mi sarei comportato al suo posto. Sono una persona tutto sommato pacata, ma se mi si pesta il callo giusto scatto come una molla.

 

Forse avrei fatto lo stesso, ma non ho la certezza in merito. Io immagino quanto nervoso e quale senso di impotenza covasse il gioielliere. Dopo anni di rapine, anche violente, senza reazione, aveva sempre dovuto pagare di tasca sua i danni fisici, morali e materiali subiti. Questa rabbia è cresciuta nel tempo ed alla fine è emersa la determinazione di farsi giustizia, di rompere quel sistema malato che lascia delinquere e spesso non punisce. L’occasione è arrivata puntuale, ancora un trio violento che ha sequestrato, minacciato, rapinato, ma non ha fatto i conti con una mente offuscata e forse poco lucida. La scintilla è scattata, così come la furia omicida di Roggero. In quel momento nella sua mente non c’erano muri o la strada, non esisteva il confine tra la difesa e l’attacco: il suo obiettivo era mettere un punto sull’ennesima rapina subita. Sono stati attimi di follia, in cui purtroppo, non ha avuto la possibilità di riflettere. Se tutto si fosse concluso dentro il negozio, probabilmente staremmo parlando di legittima difesa. Invece oggi si parla di illegittimo attacco nei confronti di tre delinquenti. I primi due hanno pagato con la vita, il terzo con qualche menomazione e con una manciata di anni di carcere. Roggero dovrà versare ai parenti delle vittime fior di quattrini e, se tutto sarà confermato fino alla cassazione, finirà nelle patrie galere, per essersi sostituito ad uno Stato che garantisce diritti anche a chi non dovrebbe averne diritto, visto che vive al di fuori degli ambiti della legge.

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