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Murazzano: Parco Safari sotto processo

Le carcasse di alcuni animali, scoperte a ottobre di due anni fa dai carabinieri forestali, hanno portato a processo il Parco Safari di Murazzano. Le accuse sono di falsità nei registri e falsità ideologica. Un altro procedimento oltre a questo appena apertosi a Cuneo, dovrà occuparsi dell’imputazione relativa allo smaltimento fuorilegge dei cadaveri.
Tutto era partito da una verifica sui registri degli esemplari ospiti di questa controversa struttura per esemplari esotici in Alta Langa. I militari notarono incongruenze e della terra smossa, fecero intervenire un escavatore ed emersero i resti di cui sopra. In particolare un lama, un canguro, uno struzzo e un dromedario. Quest’ultimo secondo i registri avrebbe dovuto essere stato trasferito in un altro parco in Lombardia, a Sondrio, il 10 agosto sempre del 2020. Il documento di trasporto risulterebbe firmato dal responsabile di Murazzano, T F.., dal medico veterinario A. C. e dall’amministratore Y. Z.
In aula a Cuneo il tenente che ha seguito le indagini dell’Arma ha riferito dell’arrivo all’Asl Cn1, un mese dopo il blitz della Forestale, dei certificati di morte degli animali. Tutti sarebbero deceduti in estate. Il direttore del parco avrebbe sostenuto che trattandosi di periodo di emergenza Covid, e avendo inoltre problemi con le celle frigorifere, aveva dovuto provvedere a sotterrarli in quel modo.
Il processo proseguirà il 19 gennaio quando saranno ascoltati i testimoni della difesa.
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