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Monticello d’Alba, Sindaco e comunità in piazza contro la chiusura della locale filiale di Intesa San Paolo

Monticello d’Alba, Comune del Roero, è sceso in piazza ieri contro la chiusura della filiale della banca. Il 18 ottobre si abbasserà la serranda dell’ufficio Intesa San Paolo-Ubi. Il primo cittadino Silvio Artusio Comba ha portato in piazza Martiri della Libertà, tra chiesa e municipio, i cittadini insieme con Uncem. E ha detto NO alla chiusura della banca, come hanno fatto e faranno ancora centinaia di Sindaci di tutt’Italia. Uncem ha già trasmesso una lettera e un resoconto della manifestazione al Presidente del Consiglio, ai Rappresentanti istituzionali regionali, al Prefetto, ai Vertici di ABI, UBI, Consob, Banca d’Italia per rappresentare lo sdegno di fronte a una continua smobilitazione. Che avviene quasi sempre senza alcuna concertazione con i territori e solo con una  comunicazione informale ai Sindaci.

“Una situazione gravissima – ha detto il Sindaco davanti alla filiale – che vede i Sindaci quasi impotenti davanti alle decisioni di grandi gruppi. Ringrazio Uncem per la vicinanza in questa mobilitazione. Perché non possiamo restare in silenzio. Se ne va un servizio, un altro servizio lascia i piccoli Comuni. Di fronte a queste scelte unilaterali scendiamo in piazza e ci torneremo. Perché la comunità non è un orpello sorpassabile dalle logiche del profitto dalle multinazionali della finanza. La comunità è impegnata in una mobilitazione che continua. E farà tutto per evitare la chiusura”.

“Oggi a Monticello d’Alba c’erano simbolicamente tutti i Sindaci d’Italia che stanno sul fronte impegnati contro la smobilitazione dei servizi – evidenziano Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte, e Marco Bussone, Presidente nazionale – Abbiamo voluto come Uncem per l’ennesima volta guidare una protesta che è della gente, dei territori. Noi, i Sindaci, Uncem, stiamo in piazza con le comunità, forti di idee, proposte, progetti, condivisione e dialogo. Le banche stanno solo più a Piazza Affari. Per questo chiediamo al Ministro Franco, al Governo e al Parlamento di intervenire e guidare un processo che permetta di ripensare, ridefinire, mantenere il ruolo delle banche sui territori. Poste ha già fatto questo percorso, come stabilito dall’importante legge 158/2017 sui piccoli Comuni. Le banche la stanno ignorando quella legge. Evitare piccoli sbilanci in una filiale di montagna e dei piccoli Comuni per aumentare i dividendi e i premi al top management è redistribuzione a rovescio. Non è accettabile nel Paese che riparte, che affronta le crisi pandemica, economica, climatica ed è impegnato a lasciare nessuno indietro. La transizione ecologica impegna tutti a una nuova giustizia sociale. Anche le banche. Grandi e piccole. Torneremo in piazza e se le banche vorranno ascoltarci, dopo aver bloccato le chiusure nei paesi, abbiamo molte proposte da fare per un vero patto con i territori e le comunità”.

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