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Monteu Roero: Paolo Priolo ancora alle Paralimpiadi

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MONTEU ROERO – Otto anni dopo, con la stessa voglia di difendere il tricolore, e sempre nello stesso scenario “a cinque cerchi”: dopo l’esperienza alle Paralimpiadi di Pyeongchang, in Corea del Sud, nel 2018, Paolo Priolo si è fatto trovare pronto a nuove sfide per l’edizione di Milano-Cortina che si sta svolgendo proprio in questi giorni, in un programma di gare tra il 7 e il 14 marzo, nella disciplina dello snowboard di cui è validissimo esponente.

E’ un ritorno, quello dell’atleta originario di Monteu Roero, classe 1985: e che torna dunque in gara dopo la pausa forzata del 2022 a Pechino. «Allora non avevo partecipato – ci racconta – a causa della pochissima disponibilità di tempo per allenarmi già da tutta la stagione precedente, e quindi i risultati erano colati a picco». Una pausa “di riflessione? «Avevo deciso di smettere, perché continuavo a non avere tempo, in uno sport in cui ormai il è livello è altissimo: e senza allenamento, non aveva più senso partecipare». La passione è però rimasta: ed è stata la “molla” per riprendere il discorso interrotto. Giusto? «Sì: come la fiamma olimpica, la passione non si è mai spenta: e ho deciso di ricominciare, di rimettermi in gioco, ripartendo dalla Coppa Europa. Avevo ormai perso totalmente tutti i punti che avevo in classifica, che nel frattempo erano “scaduti”». Gli esiti di questa ripartenza, un vero e proprio contropiede agonistico ed umano, hanno mostrato come il talento fosse uguale al fuoco sotto la cenere.

Tant’è che i buoni esiti, alimentati da un nuovo slancio di preparazione, sono arrivati subito. Nella coppa continentale, Priolo ha saputo subito mietere buoni risultati, piazzandosi al secondo posto della classifica generale di stagione: una posizione nel ranking poi confermata anche nell’ultima stagione, e tali da consentirgli di prendere il biglietto per la Coppa del Mondo in Canada. E’ successo a cavallo tra gennaio e febbraio, praticamente ieri: generando ulteriori exploit tali da farsi notare ulteriormente dallo staff tecnico della nazionale, che ha così ragionato sulla possibilità di allargare il ventaglio di posti per la nazionale in vista dei giochi Paralimpici 2026. L’atleta roerino ha così ripreso il passo dei compagni la cui carriera non aveva conosciuto soste o pause: ulteriore cenno, questo, di come le capacità possano superare qualsiasi momento di quiescenza. E cos’è accaduto, allora? «Due settimane fa, ho saputo ufficialmente che avrei preso parte ai Giochi: di lì, subito le presentazioni ufficiali con la Federazione Fisi, con la nostra società, e la prima tornata di allenamento.

Sono tornato mercoledì, sono volato direttamente a Roma per fare le visite, giovedì sono rientrato a casa, ho preparato le valigie ed eccomi qua». Come ti senti? «Pronto, tranquillo direi, consapevole delle mie capacità, fiducioso di un buon risultato, con il supporto di tutta la famiglia, di tutte le persone che mi conoscono. Sarà una Paralimpiade “in casa”: non è cosa che capita tutti i giorni, già una Paralimpiade non capita tutti i giorni. Vediamo di goderci tutta l’esperienza, di viverla al meglio, al di là di quelli che saranno i risultati, perché comunque ritengo sia già una vittoria esserci arrivato in così poco tempo, dopo aver smesso alla mia età. Non sono “anziano”, ma comunque quarant’anni, in uno sport a questi livelli, che ormai sono alti livelli, non è cosa da poco». Nel 2018, tornato dall’estremo Oriente, Paolo venne ricevuto nel municipio di Monteu per un meritato omaggio da parte dell’Amministrazione civica guidata dall’allora sindaco Michele Sandri: e chissà che, dopo questo nuovo viaggio, possa ottenere un nuovo risalto? Ogni tanto c’è ancora chi è profeta in patria: e che tiene in alto la bandiera del Roero.

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