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Montà, ripetitore Windtre a Bastianetti: il sindaco fa chiarezza

Dibattito aperto, a Montà, a proposito della torre per la telefonia mobile da installarsi in località Bastianetti (tra San Vito e il tratto che porta al lago della Spina, in territorio torinese) e relativa alla società Windtre. Sul tema, nei giorni scorsi, era giunta in municipio una ricca petizione sottoscritta da diversi cittadini dell’area: cui il sindaco Andrea Cauda ha voluto ora replicare in modo pubblico. Il primo cittadino ha voluto ripercorrere così l’iter amministrativo vissuto da questo impianto: la cui richiesta di concessione all’installazione era stata presentata alla fine del giugno 2019 a cura dello stesso gestore della rete mobile. Chiarendo subito un aspetto: «Il Comune di Montà non ha mai richiesto la collocazione della torre in oggetto né alla società Windtre né ad altri gestori.

Promotori dell’impianto e interessati allo stesso sono dunque e solamente soggetti privati: la società di telefonia, sulla base dei propri piani di sviluppo, e i Signori proprietari del terreno». All’atto della presentazione della domanda, gli uffici si erano occupati sia di verificarne la compatibilità edilizia e urbanistica (tenendo conto di come, nel paese roerino, esista un regolamento comunale apposito sugli impianti di fonia mobile e telecomunicazioni) e richiedendo i dovuti pareri a Regione e Arpa Piemonte: «Stante la delicatezza della questione, i dubbi e le perplessità che sempre ingenerano questo tipo di impianti – ha precisato Cauda – in parallelo abbiamo avviato di nostra iniziativa un’attività di ulteriore approfondimento. Sono stati contattati legali, sanitari e tecnici esperti, altri Comuni che avevano fatto esperienze simili. Inoltre è stato avviato un confronto con Windtre sulla base di un dato di fatto: ossia, che in prossimità dell’area di Bastianetti è già presente un altro impianto di telecomunicazione». Dal momento che le verifiche tecniche, sanitarie, urbanistiche, paesaggistiche e ambientali avevano dato esito positivo, a marzo il Comune non aveva potuto far altro che emettere la concessione finale: «Chi sostiene il contrario, o non conosce le norme o è in mala fede», sottolinea il primo cittadino.

Che però, immediatamente dopo, ha voluto proseguire il dialogo con la Windtre: «Si è avuta la disponibilità a valutare una ricollocazione della torre in progetto in altra area con seri problemi di connessione. L’Amministrazione si sta tuttora prodigando, con un notevole impiego di energie e tempo, per il raggiungimento di questo obiettivo. Riteniamo saggio e corretto evitare il proliferare di questi impianti in un’area e magari non avere il servizio in altre zone del Comune.

Tutti ormai riscontriamo quanto la vita di tutti i giorni non possa prescindere dalle connessioni telefoniche: dunque non si può prescindere da questi impianti. Ma dobbiamo favorire una distribuzione razionale degli stessi al fine di avere una copertura omogenea del territorio: oltre che vigilare e far rispettare le norme a tutela della salute pubblica. e arrecare il minor danno possibile al nostro prezioso paesaggio». Il tutto, con una stoccata finale: «E’ dovere di tutti i cittadini comprendere che non si può avere il servizio senza impianti di emissione, informarsi utilizzando fonti accreditate ed ufficiali evitando falsità e allarmismi».

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Redazione Corriere

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