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Montà d’Alba: “Scuola estesa”, l’ambiente diventa aula

Un innovativo progetto per gli studenti di Montà e Sommariva Perno

Oltre 1.300 studenti coinvolti, due Comuni (Montà e Sommariva Perno) che già da tempo hanno intrecciato sinergie in materia di futuro e ambiente, e due Istituti comprensivi pronti a concretizzare ciò che porta il nome di “Scuola estesa”. E’ questo il titolo del progetto -con un sottotitolo eloquente come “L’ambiente come aula e libro di testo”- che è stato presentato nei giorni scorsi presso la Casa delle Associazioni montatese. All’atto inaugurale sono stati presenti Andrea Cauda e Walter Cornero (sindaci rispettivamente di Montà Sommariva Perno) con Piermario Demichelis e Laura Franco (dirigenti scolastici degli Istituti dei due rilevanti centri roerini, e fautori primi del progetto), insieme alle insegnanti e referenti Erika Garavano, Lara Maiolo, Liliana Testa e Simona Novello, a Silvano Valsania in rappresentanza dell’Ecomuseo delle Rocche e Andrea Cane, leader del Centro Culturale sommarivese di San Bernardino.

Si tratta di un’operazione avviata in quest’anno scolastico da poco iniziato, e che avrà durate biennale: selezionato e finanziato con 30mila euro provenienti dalla Fondazione Crc sul bando “Nuova Didattica 2022”, avvalendosi del avvale del cofinanziamento e della collaborazione tecnico-operativa dei Comuni capofila, e di numerose associazioni del territorio. Come è stato spiegato dagli stessi Dirigenti, il progetto muove dalla convinzione della necessità di un ribaltamento del ruolo sinora giocato dalla scuola sul territorio, e rappresenta una sorta di spartiacque rispetto alla didattica a tutt’oggi effettuata nei due Istituti. I Comuni “toccati” da questa attività saranno sei, tenendo conto degli sviluppi territoriali dei due Istituti: Montà raccoglie alunni dei Comuni di Montà e Santo Stefano Roero per un totale di 679 studenti, mentre quello di Sommariva Perno coinvolge alunni anche dei Comuni di Corneliano, Piobesi d’Alba e Baldissero d’Alba, per un totale di 649 studenti. Tanti: e tutti pronti ad assumere l’ambiente come punto di vista educativo caratterizzante e imprescindibile per formarsi come uomini e cittadini. Il tutto, collaborando con ciò che c’è attorno: la dimensione di paese. «La formazione delle nuove generazioni deve vedere la scuola svolgere le proprie funzioni all’interno di una comunità attenta e disponibile, disposta a giocarsi a tutto tondo il ruolo di “comunità educante”.

Su queste basi, il progetto intende contraddistinguersi per concretezza, gradualità e misurabilità: produrre un cambiamento vero, a livello di istituto e già nel breve periodo». Cosa si farà, nel concreto? La prima azione prevede l’individuazione di una serie di spazi pubblici nel raggio di poche centinaia di metri dagli edifici scolastici da connotare come “aule scolastiche all’aperto”. Ogni area sarà connotato da un segno architettonico (totem, insegne e affini) metaprogettato dagli alunni. Poi si passerà alla creazione di una rete di soggetti interni alla comunità, disponibili a dare una mano. Anche perché: «Il progetto intende rigenerare il rapporto scuola-comunità non solo attraverso una percezione diffusa del luogo di vita come luogo di apprendimento, ma anche conferendo alla comunità che lo vive una connotazione didattica, solidale e intergenerazionale, di recupero di memoria e di costruzione di futuro». A garanzia ulteriore della qualità del progetto, va detto come tutto sarà supervisionato dalla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Torino. Inizialmente il progetto coinvolgerà i plessi di scuola dell’infanzia e primaria dei Comuni di Montà e Sommariva Perno, per estendersi gradualmente ai restanti.

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