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Monforte d’Alba: che peccato quel pilone, va ricostruito

MONFORTE D’ALBALa Sezione albese di Italia Nostra, presieduta da Sergio Susenna, ha scritto alla Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio, al sindaco e al parroco di Monforte d’Alba una lettera in cui affronta il caso del pilone votivo che c’era lungo la strada  provinciale dal paese verso Monchiero. «Si tratta – si legge nella missiva – di un sito ubicato tra le località Madonna di Pensoglio, Manzoni e Cucchi. In quel punto, non lontano dall’attuale borgata Manzoni, già la “Gran Carta degli Stati Sardi in Terraferma” del 1852 segnala con evidenza un pilone che costituiva la denominazione dello stesso sito. Dalle residue immagini devozionali si evince che venne dedicato alla Sacra Famiglia». Il pilone di fatto quasi non c’è più perché in gran parte abbattuto a quanto pare da una manovra di un mezzo pesante finora rimasto non identificato. «Si tratta di una notevole perdita, seppur non totale, per il patrimonio culturale del luogo, che già nello scorso autunno aveva rimarcato negativamente atti vandalici nei confronti dell’antica cappella campestre di S. Stefano nella frazione Perno» – lamenta Italia Nostra. 

La sezione albese esprime quindi le seguenti istanze: «Innanzitutto vanno svolte ulteriori indagini onde pervenire, se possibile, all’identificazione dell’autista del veicolo (forse un camion) danneggiante la testimonianza religiosa, a cui chiedere conto della mancata notificazione dell’accaduto e del risarcimento del danno causato; va pure accertata l’effettiva proprietà privata del sito in questione e, quindi, del manufatto che vi sorge, onde stabilire con chiarezza a chi fare riferimento per le necessarie procedure; infine è auspicabile che, nonostante la rovinosa situazione attuale (occorrendo pure tempestivamente un coprimento provvisorio del rudere per proteggere le residue pitture murali) in futuro si provveda alla fedele ricostruzione del “pilone della Sacra Famiglia”». 

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