“Metodo Cherasco” in Marocco nel segno della chiocciola

La chiocciola italiana Metodo Cherasco cambierà il volto dell’elicicoltura del Marocco. L’alto sabato a Marrakech Nadia Babrahim, presidente de la Fédération Interprofessionnelle d’Héliciculture ha firmato un accordo di partnership per istituire l’Accademia Chiocciola Metodo Cherasco nel Paese nordafricano assieme a Simone Sampò, presidente dell’Associazione Nazionale Elicicoltori (Ane). L’accordo è stato siglato davanti a una sala gremita di autorità italiane e marocchine, tecnici, giornalisti e professionisti dell’agricoltura e alla presenza dell’ambasciatrice d’Italia Barbara Bregato, del vicepresidente del Consiglio regionale di Marrakech e Safi, del presidente della Camera del Commercio di Marrakech e Safi, degli 8 Governatori delle Provincie marocchine, del sindaco di Cherasco Claudio Bogetti e del presidente dell’Azienda turistica Alba Bra Langhe e Roero Luigi Barbero.

Elicicoltori italiani che lo seguono hanno parlato del Metodo Cherasco. Simone Davini, Matteo Venuti e Giorgio Fonto hanno portato la loro esperienza, sottolineando alcune delle caratteristiche come l’alimentazione naturale, la migrazione naturale, l’influenza dei climi diversi sull’allevamento del mollusco. Venuti ha illustrato il metodo di estrazione della bava tramite il MullerOne, macchinario studiato per garantire alta qualità del prodotto con il benessere dell’animale.

Donato Mangino, vicepresidente dell’Ane, ha invece fatto una panoramica su Elicicoltura 2.0 e economia circolare.

Presenti al congresso anche alcuni imprenditori della Granda come Giuseppe Piumatti, patron di Bra Servizi, che ha annunciato un nascente progetto in collaborazione con l’Ane nella sua azienda braidese.

Si è poi trattato dell’applicazione della bava di chiocciola in cosmetica e a illustrare i prodotti e i benefici dei trattamenti è stata la responsabile della linea Sagapò, Chiara Lovera.

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