Mercoledì 27 gennaio ricordate due cheraschesi vittime dell’Olocausto

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CHERASCO – Una folla commossa, cittadini, studenti, rappresentanti delle istituzioni ha assistito ieri sera alla posa della pietra dell’inciampo davanti a Casa Segre, a pochi passi dalla Sinagoga.

Un gesto che, nella Giornata della Memoria, ha voluto ricordare due cheraschesi vittime dell’olocausto. Era il 4 ottobre 1944 quando furono trovate e arrestate Marietta Foà e la figlia poco più che ventenne, Mirella Segre. Si erano nascoste in una cascina tra San Bartolomeo e Meane.

“La comunità ebraica – come ha sottolineato il nipote Emilio Jona – era ben inserita nella comunità di Cherasco e le due donne mai si sarebbero potute aspettare una sorta di tradimento da parte di qualcuno. Avevano fiducia nella gente».

 Furono deportate in Germania, prima a Ravensbruck, poi nel campo di internamento a Rechlin. Qui, tra il marzo e l’aprile del 1945, morirono di tifo e furono seppellite in una fossa comune nel campo stesso.

Sono stati presenti all’incontro di ieri, 27 gennaio, oltre la famiglia Segre, Bruno Taricco, storico della città per raccontare del periodo dell’occupazione tedesca a Cherasco e del tragico episodio; Benedetto De Benedetti rappresentante della comunità ebraica di Cherasco.

La giornata della memoria

La data del 27 gennaio non è certo casuale, e il Giorno della Memoria si celebra da 16 anni in Italia il 27 gennaio, perchè nel 1945 proprio in quel giorno le Forze Alleate liberarono Auschwitz dai tedeschi. Da quel giorno per la prima volta, varcata la scritta d’ingresso  “Arbeit macht frei” (il lavoro rende liberi) si venne a conoscenza di quanto era accaduto e del dramma di quello sterminio.

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