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Mercato Ortofrutticolo del Roero, “salvo” e al servizio del territorio

CANALE – Si tornerà “all’antico”, seppur paradossalmente recente, per quanto riguarda l’assetto societario del Mercato Ortofrutticolo del Roero: la storica struttura con sede in corso Alba a Canale, tra le più rilevanti strutture all’ingrosso del settore di tutto il Piemonte, e che a partire dal 2016 si era trovata “sballottata” dalle diverse innovazioni portate dalla cosiddetta Riforma Madìa – si era all’epoca del Governo Renzi- in materia di società a partecipazione pubblica. Quell’operazione legislativa era stata un autentico terremoto per tutte quelle società che, nel triennio 2013-2015, si erano trovate con un fatturato medio inferiore al mezzo milione di euro: una soglia decisamente sotto portata tanto per quanto riguarda il Mercato roerino (le cifre parlavano di appena 4.411 euro: per una realtà comunque strategica, al di là di questo parametro), tanto per altre forme associative simili nell’Albese e non solo.

Pur con alcune fuoriuscite societarie (tra le ultime, quelle dei Comuni di Montaldo e Santo Stefano Roero), si era deciso di tenere duro, a livello di amministrazioni civiche sodali: passando per una mutazione che aveva portato alla creazione della figura dell’amministratore unico in luogo del “vecchio” CdA, individuato nella figura del sindaco Enrico Faccenda in qualità di primo cittadino canalese, tenendo conto di come lo statuto storico prevedesse la presidenza del Mercato stesso in capo, comunque, al sindaco di Canale in ogni epoca. In questi anni, i Comuni hanno davvero preso tempo prima di decisioni drastiche: riservandosi in tal modo una più oculata verifica e valutazione della misura di razionalizzazione, atta a consentire il migliore, più efficiente e più efficace perseguimento dell’obbiettivo di garantire il proseguimento dell’attività attualmente svolta dal Mercato stesso.

Ora, la svolta: ossia, la trasformazione in Azienda Speciale, avallata durante la seduta consiliare di fine anno in sede di verifica di legge delle società partecipate. «L’azienda consortile inoltre potrà proseguire la promozione dei prodotti agricoli del territorio – ha spiegato Faccenda – anche attraverso l’adozione e l’utilizzo diretto o indiretto di tutti gli strumenti e canali commerciali». E si tornerà all’esistenza del Consiglio d’Amministrazione: in un quadro organico in cui, di conseguenza alle variazione delle quote percentuali dei soci rimanenti, Canale avrà una partecipazione maggioritaria del 43,70% per una quota nominale di 35mila euro. Mercato salvo, dunque: con la capitale del pesco, di fatto, in testa alla cordata.

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