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Marta Giovannini: “messo a rischio il riconoscimento Unesco”. Demagistris: “La mia revoca è stata solo un atto politico”

Il sindaco di Verduno Marta Giovannini  è ancora ben presente sulle prime pagine della stampa locale in merito alla “querelle” – così è stato scritto in più occasioni – che la vede protagonista insieme ad Andrea Demagistris, privato delle deleghe a vicesindaco e assessore alla Cultura.

Sindaco, perché non ama la parola “querelle” utilizzata dai cronisti per descrivere quanto accaduto?

“Semplicemente – spiega con decisione Marta Giovannini – perché non esiste nessuna querelle. In realtà le cose sono piuttosto semplici. In base ai fatti credo che sarebbe stato logico attendere le dimissioni da parte del signor Demagistris quando avesse preso contezza del suo comportamento. Cosa che non è avvenuta. E quindi ho dovuto intervenire con la revoca delle deleghe”.

Cosa ha determinato una misura così severa?

“E’ una misura che ritengo giusta e, alla base, ci sono due ordini di omissioni. In primo luogo il signor Demagistris non ha compreso la natura del suo ruolo e, ancor meno, che si tratta di un incarico assolutamente fiduciario. Il vice sindaco subentra quando il sindaco è legittimamente impedito nelle sue funzioni. In questo caso il vice sindaco ha invece speso la carica a mia insaputa e in modo del tutto improprio firmando una comunicazione all’UNESCO non come privato  cittadino ma, appunto, come vice sindaco di Verduno. E questo è un problema istituzionale. L’altro problema è che, così facendo, e chiedendo addirittura provvedimenti contro l’Italia, ha allertato inutilmente l’UNESCO in merito all’autostrada.  l’UNESCO infatti non progetta autostrade e non ospita Conferenze dei servizi su opere pubbliche; quello che puo’ fare invece e’ rivedere la scelta del riconoscimento a favore del nostro territorio, e questo sarebbe un danno enorme”.

Cosa risponde a chi l’ha accusata di soppressione del dissenso?

“Rispondo che in tutte le riunioni fatte per affrontare al meglio tutte la variabili inerenti l’autostrada non è emerso alcun dissenso e quindi non c’era alcun dissenso da punire. Ribadisco che se il signor Demagistris avesse scritto in nome proprio avrebbe agito in modo poco comprensibile, per le conseguenze delle sue affermazioni, ma non avrebbe agito fuori dal suo legittimo diritto di critica. Il problema è l’avere coinvolto il Comune su una posizione personale che peraltro non era mai emersa prima”.

Galleria, viadotto, rilevato stradale. Quale situazione preferisce?

“Un amministratore locale – conclude l’avvocato Giovannini – non ragiona in termini astratti, ma concreti, cercando sempre di fare bene l’interesse dei cittadini e del territorio alle condizioni date. Lo stato era partito con un tunnel e adesso ci sottopone un viadotto. Personalmente spero che si possa ragionare anche su un rilevato stradale che darebbe continuità al tratto di Roddi. Le scelte finali spettano pero’ al Ministero competente. Penso, per quel che vale, che un viadotto non sia la soluzione migliore possibile e non credo verra’ progettato da una star dell’architettura mondiale. Tuttavia non decido io anche perché  quel viadotto insiste soprattutto sul territorio di un altro Comune. Come sindaco devo lavorare affinché la soluzione scelta dallo Stato, e oggi in discussione, sia mitigata nel modo migliore, con il minore impatto possibile per il territorio e preveda opere compensative e complementari per Verduno.

Oggi l’autostrada deve essere completata per mille motivi: cerchiamo realisticamente di farlo nel migliore dei modi possibili, con attenzione l’ambiente, con le opere complementari necessarie e utili e apportando tutte le migliorie possibili per quanto attiene alla mitigazione dell’impatto territoriale. Ed e’ quello che, sinora, noi Sindaci abbiamo fatto”.

L’ex vice sindaco replica alle dichiarazioni di Marta Giovannini

 Dopo aver letto alcune dichiarazioni della sindaca Marta Giovannini, in merito alle circostanze che hanno portato alla revoca delle mie nomine di vicesindaco e di assessore alla cultura del Comune di Verduno, vorrei poter avere la possibilità di replicare e di illustrare il mio punto di vista.

Giovannini mi accusa di aver inviato un documento ufficiale all’Unesco, ma ciò non corrisponde al vero. La lettera inviata da me e dalla consigliera Dott.ssa Margherita Gallo, è stata spedita da una mail personale e non reca nessuna traccia, intestazione, stemma comunale, numero di protocollo, ossia nessun elemento riconducibile ad un atto amministrativo del Comune. Non ci siamo identificati con il nome “Comune di Verduno” né ho fatto riferimento alle circostanze che legittimano le mie funzioni vicarie. La mia revoca, quindi, è stata un atto puramente politico, volto a soffocare il dissenso, ad intimidirmi e soprattutto a negare il confronto all’interno della stessa maggioranza, perché quando ci sono di mezzo grandi interessi è meglio fare presto e zittire chi fa troppe domande. D’altro canto, è altresì vero che la nostra contrarietà al viadotto e i motivi che la giustificano non risultano in nessun atto amministrativo ufficiale. Esternamente pare che tutta l’amministrazione comunale condivida tale progetto, ma non è così. Riteniamo, infatti, che la scelta di avallare la soluzione esterna sia un grosso errore politico e morale, in quanto non si può condividere la costruzione di un opera che contribuirà ad apportare degrado e consumo del territorio in una zona già fragile. Nè eventuali compensazioni giustificano la scelta di aderire all’accettazione di tale opera (e questo discorso vale per tutti i comuni coinvolti e non solo per Verduno). Per tale motivo, abbiamo ritenuto necessario esprimere, con una lettera, attraverso un canale personale, le nostre opinioni politiche agli enti con responsabilità decisionali, firmando con la carica politica ricoperta all’epoca nell’amministrazione comunale. Vorrei soffermarmi anche sull’affermazione dell’Avv. Marta Giovannini che ho letto sui media. Giovannini scrive: “Il Comune ha sostenuto il tracciato in galleria e poi, quando lo Stato ha definitivamente accantonato tale ipotesi, si è espresso a proposito del tracciato esterno…”. In realtà lo Stato ha firmato l’atto di modifica dell’accordo con il concessionario nel Novembre 2020. Il Consiglio Comunale di Verduno ha deliberato a favore del tunnel successivamente nel Dicembre 2020 e nell’Aprile 2021. L’accordo Stato – Concessionario approva solo la variazione del nuovo piano economico finanziario e non il progetto in esterno, che è al momento senza alcuna approvazione e che verrà discusso nelle Conferenze dei Servizi quest’anno.

Il buon amministratore deve prendersi cura di tutta la sua comunità: non può sostenere la tesi che esista un paese di serie A e uno di serie B sacrificabile. Una zona definita dallo stesso concessionario dequalificata e compromessa (Borgata Molino) va curata e non abbandonata al suo destino di degrado. Io e la consigliera Gallo resteremo perciò nel Consiglio Comunale, come indipendenti, e continueremo a vegliare sull’operato della maggioranza, maggioranza che dopo la nostra uscita è molto risicata e di sicuro non rappresenta più come prima la nostra comunità.

Concludo dicendo che i tanti attori di successo del territorio, che si occupano di turismo, produzione e cultura del vino, agricoltura sostenibile, green economy… parlano spesso di tutela del paesaggio e di biodiversità e ne fanno un fiore all’occhiello della loro attività: è ora di far seguire alle parole i fatti.

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