Maria Franca Ferrero tra i “paperoni” mondiali

alba Maria Franca Ferrero @ilcorriere.net

ALBA – Là dove prima figurava il compianto inventore della Nutella, ora è la vedova Maria Franca Fissolo a capeggiare la truppa italiana nella classifica dei miliardari del mondo annualmente compilata da “Forbes” e nei giorni scorsi ripresa dall’organizzazione umanitaria Oxfam, che nella scorsa settimana, alla vigilia del forum economico mondiale di Davos, ha denunciato come nelle mani dei 62 super miliardari del mondo ci sia l’equivalente della ricchezza di metà della popolazione più povera.

Un lancio subito ripreso dalle testate di mezzo Occidente, invero più interessate ai volti di quanti compongono l’annuale graduatoria dei paperoni mondiali che alla denuncia sociale che l’aveva ispirato.

Questo anche a dispetto di dati in attesa di aggiornamento (la classifica 2016 è attesa per marzo) come di una certa immobilità della graduatoria, sul cui podio ormai da anni figura l’inamovibile terzetto costituito dal fondatore di Microsoft Bill Gates (79,2 miliardi), seguito dal magnate messicano delle telecomunicazioni Carlos Slim (77,1), e dal mago della finanza Usa Warren Buffet (72,7), un altro che – come Gates prima e il creatore di Facebook Mark Zuckerberg oggi – ha annunciato da tempo di voler destinare a opere filantropiche il 99% del suo incommensurabile forziere personale.

Alla filantropia è da sempre orientato anche l’agire di Maria Franca Fissolo Ferrero, di cui, anche al di fuori del suo impegno come presidente della Fondazione Ferrero (e di quello della multinazionale nelle Imprese Sociali), sotto le torri è nota a tutti la grande sensibilità e disponibilità alle opere di bene.

Una benemerenza che secondo gli ultimi dati potrà ora rinnovarsi a partire da un patrimonio quantificato in 23,4 miliardi di dollari: 100 milioni in meno di quanto la stessa testata attribuiva al marito Michele nel 2014, l’ultima classifica che annoverasse il compianto industriale ancora in vita. Un piccolo balzo all’indietro amplificato nelle posizioni che governano la lista dei ricchi del pianeta: meno 5 piazze, dal 27° al 32° posto.

Né Oxam né “Forbes” ovviamente dicono su quali basi si sarebbe consumata tale differenza, come più in generale non si rivela la provenienza di dati patrimoniali che, in un mondo finanziario fluido e globalizzato, sono in buona parte inarrivabili persino alle autorità finanziarie nazionali. E, se vogliamo dirlo, sembra pure ignorare le comuni dinamiche entro le quali anche una famiglia industriale è chiamata a declinare i normali fatti della vita, non ultimo quelli luttuosi. Se è difficile allora pensare che, vista anche la loro età, una ripartizione delle quote proprietarie della lussemburghese Ferrero Sa non fosse già stata operata a favore dei figli Pietro e Giovanni, per altro verso è altrettanto curioso registrare che praticamente l’intero patrimonio già ascritto da “Forbes” a Michele Ferrero venga ora quasi completamente intestato alla moglie, come se le dinamiche del diritto ereditario – in favore del figlio Giovanni, ma anche degli eredi del compianto Pietro – non avessero cittadinanza nel dorato mondo della rivista Usa.

Tra gli italiani in classifica, per la cronaca, si confermano i soliti nomi: dopo Ferrero il veneto Leonardo Del Vecchio, patron del colosso internazionale degli occhiali Luxottica, che di miliardi ne avrebbe messi insieme 20,4 (40°). Oltre quota 62 si segnalano poi Stefano Pessina (Alliance Boots, 99° con 12,1 miliardi), Massimiliana Landini Aleotti (Menarini, 121° con 10,4 miliardi), Giorgio Armani (174° con 7,6 miliardi); Silvio Berlusconi (179° con 7,4 miliardi); Augusto e Giorgio Perfetti (Perfetti Van Melle, 246esimi con 6 miliardi), Paolo e Gianfelice Mario Rocca (Techint e Istituto Clinico Humanitas, 291esimi con 5,2 miliardi), Patrizio Bertelli e Miuccia Prada (Prada, 405esimi con 4,1 miliardi).

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