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Marello: a questo punto meglio il voto anticipato

Il consigliere regionale ed ex sindaco di Alba interviene sulla crisi politica

«Siamo entrati in una crisi politica senza precedenti, nonostante il nostro Paese ne abbia vissute tante. Senza precedenti perché ci troviamo nel bel mezzo di una pandemia che ha causato migliaia di morti e rappresentiamo un Paese in ginocchio dal punto di vista economico e sociale. Senza precedenti perché nata senza una reale giustificazione politica. Ma così è».

Con queste parole il Consigliere Regionale del Pd e già Sindaco di Alba, Maurizio Marello, è intervenuto con estrema chiarezza e aggiunge: «Stiamo vivendo una situazione poco comprensibile alle persone ragionevoli. Di qualsiasi cosa avevamo bisogno tranne che di una crisi di governo. In queste settimane è stato fatto di tutto per provare a salvare la legislatura. Nei prossimi due giorni il Presidente Mattarella, in sede di consultazioni, cercherà di capire le reali intenzioni delle forze politiche».

Il quadro politico è complesso e il Paese avrebbe bisogno non di una crisi ma di una stabilità di governo a fronte delle sfide inedite e difficili di questo tempo. «Credo che occorra fare di tutto – prosegue Marello – per dare continuità all’esperienza del governo Conte. Ma non a tutti i costi. Di fronte ai trasformismi, ai “responsabili” per qualcuno o “voltagabbana” per altri, che si muovono in una logica non politica ma di sopravvivenza, forse è giunto il tempo di dire basta e restituire la parola agli elettori. Se in questa settimana non si apre la prospettiva di una vera e solida maggioranza politica, è bene tornare al voto in fretta, restituendo la parola ai cittadini che si pronunceranno, magari a malincuore, ma potranno dire la loro».

Conclude Marello: «Una forza politica come il Partito Democratico, a cui appartengo, se vuole essere autenticamente popolare non deve avere paura del popolo. Alle elezioni potremo presentarci a testa alta per quello che abbiamo fatto nel periodo più difficile dal dopoguerra. Senza paura, ma con la forza delle nostre idee. Starà agli italiani scegliere tra chi come noi crede nell’Europa, nei valori della giustizia sociale e del progresso e chi invoca pericolosi nazionalismi. Ormai l’alternativa non è più tra destra e sinistra, ma tra democratici e populisti. A questo punto ben venga il voto, molto meglio di sterili ed indigesti inciuci».

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