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L’uxoricida di Govone ha chiesto il rito abbreviato

L’ha uccisa perché lei gli chiedeva dei continui ammanchi dai conti di famiglia, denaro che lui sperperava nel gioco d’azzardo con le slot-machine. Ieri l’avvocato di Arturo Moramarco, 59 anni, ex macellaio in pensione di Govone, ha chiesto il giudizio con rito abbreviato all’udienza preliminare ad Asti. L’uomo è accusato di omicidio volontario. Si è costituita parte civile una delle tre sorelle della moglie vittima, Roberta Perosino, 53 anni, che era parente indiretta di Elena Ceste, la giovane mamma di origini roerine anche lei uccisa dal marito a Costigliole d’Asti nel gennaio 2014.

Questo uxoricidio risale a poco più di un anno fa, il 26 giugno 2018. Fu Moramarco a chiamare i carabinieri. Disse di essere rientrato a casa in frazione Canove e di averla trovata a soqquadro con la moglie a terra, senza vita. Ma l’ipotesi di una rapina finita in tragedia suscitò subito perplessità negli inquirenti. Il marito crollò solo il 6 agosto confessando di essere stato lui. La consorte era tornata a rinfacciargli quei 20mila euro spariti in pochi mesi, l’ennesima lite per il suo vizio del gioco. La donna sarebbe stata soffocata, poi la messinscena per tentare di sviare le indagini su fantomatici ladri.

Il processo, che al suo primo atto ha visto la presenza anche del figlio della coppia, Luca, oltre ad altri congiunti della madre, riprenderà in autunno. Si vedrà allora se il giudice avrà accolto la richiesta dell’avvocato Marco Calosso concedendo il rio abbreviato. In caso di condanna, questo consentirebbe a Moramarco l’abbuono di un terzo della pena.

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