Lutto per la scomparsa di Marchisio: Sergio Novità, batteva il ritmo di Canale

«E adesso, chi lo terrà il tempo?». Una frase, una battuta affettuosa, in un giorno triste per Canale: quello dell’ultimo saluto a Sergio Marchisio, oggi sabato 28 aprile.

Un lungo corteo ha accompagnato il feretro dalla casa di via Roseto sino alla chiesa parrocchiale. Lungo la strada, quelli che sarebbe bello definire attori, scenari e spalle della vita di Marchisio. Poi San Bernardino, con ai piedi ad attenderlo la “sua” Filarmonica di Santa Cecilia che proprio un anno fa lo aveva onorato con un premio di ringraziamento alla carriera. Ma anche i portici di via Roma, con quel ristorante “Leon d’Oro” che anche con lui aveva visto nascere i gemellaggi europei tra Canale, Sersheim e ancora prima Rodilhan: gli stessi portici in cui sorgeva il negozio destinato a legare questo grande del paese al suo nome per tutti, “Sergio Novità”. Un appellativo frizzante, sorridente come lui: come i tanti amici che si sono stretti attorno alla sua famiglia nel lutto, per ricordare ogni momento, ogni occasione di musica e di fraternità ben spesi assieme.

«Credo di aver suonato con lui almeno mille volte» – dice uno dei presenti alle esquie, arrivato qui da lontano per questo “arrivederci”: a un altro grande cittadino di Canale che, all’età di 85 anni, è stato ancora una volta applaudito dalla comunità, dalla gente, e anche dal proprio gruppo alpini, come al termine di un nuovo, rimarchevole assolo di tamburo. Non v’è dubbio: a Canale con Sergio Marchisio mancherà molto quella che per lunghissimo tempo è stata la sua sezione ritmica.

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