Prendi un veterinario dal cuore grande, aggiungi la sua voglia di fare qualcosa per la natura bistrattata e una cuccioletta di riccio di pochi giorni di vita. Mescola bene i tre ingredienti e ottieni il Centro Recupero Ricci “La Ninna”.

Be’, scherzi a parte, non è così semplice. Ma è proprio un po’ così che è andata, o almeno, che è nata l’idea. Tutto il percorso, dall’incontro di Massimo Vacchetta – il veterinario speciale – e Ninna – la riccetta cucciola – fino alla realizzazione del Centro, è raccontato in un bellissimo libro “25 grammi di felicità” (edito da Sperling & Kupfer), che ha scalato le classifiche dei libri più venduti in tutto il mondo, dagli USA al Giappone.

Oggi, l’ospedale dei ricci è una realtà. Ed è un motivo d’orgoglio per il nostro territorio perchè si trova proprio nelle nostre colline, a Novello, in via Regina Margherita 1. A Novello di ricci ne arrivano moltissimi, tutti bisognosi di cure, e Massimo si occupa di loro senza sosta. Diversi volontari gli danno una mano, ma questo prezioso aiuto non basta mai. Arrivano cuccioli orfani che devono essere nutriti diverse volte, sia di giorno che di notte. Arrivano ricci feriti. Ammalati. Altri ancora denutriti o comunque non con il peso e le forze necessarie per superare il letargo invernale. Quando sono cresciuti o guariti, al momento giusto e con tutte le attenzioni del caso, viene loro ridata la libertà. Non a tutti, però. I ricci disabili non possono ritornare nel loro habitat naturale: non hanno gli strumenti per una vita in autonomia. Loro rimangono al Centro.

Se il loro stato di salute lo permette, vivono in recinti esterni che, seppure in modo circoscritto, sono comunque angoli naturali. E lì hanno le cure e l’assistenza di cui hanno bisogno. Il Centro si occupa inoltre di divulgare informazioni corrette su questi animali. Per esempio fornendo istruzioni su cosa si deve fare quando si trova un riccio e suggerendo i piccoli aiuti che si possono dargli in natura. Le “istruzioni” sono raccolte nella pagina facebook del Centro Ricci La Ninna. Ma al Centro non arrivano soltanto i ricci. Curiosi, turisti, visitatori bussano sempre più numerosi alla porta di Massimo. L’ospedale dei ricci, infatti, è ormai una realtà conosciuta anche al di fuori dei confini italiani: il desiderio di vedere questi piccoli animaletti nella struttura a loro dedicata accomuna grandi e bambini.

E Massimo, compatibilmente con i tanti impegni, apre la porta a tutti, perché una parte importante del suo lavoro è proprio legata all’educazione al rispetto dell’ambiente e di tutte le creature, comprese le più piccole e indifese. E’ una lezione che tutti i visitatori che arrivano qui imparano. Ascoltando le parole di Massimo, le storie incredibili che racconta. Di ricci sopravvissuti oltre ogni previsione. Di ritorni alla natura dopo lunghe degenze, scegliendo come luoghi di liberazione gli ultimi angoli di Langa ancora incontaminati. Se fino a ieri il nome di Novello si associava ai vini e ai prodotti della terra, oggi il paese è conosciuto in tutto il mondo soprattutto grazie al successo internazionale dei libri che raccontano la storia dello strano ospedale che ospita. Un successo che ha garantito anche un ritorno economico legato ai tanti turisti che arrivano fin qui proprio per visitare il Centro, incontrare Massimo e magari provare l’emozione di vedere i volontari dar da mangiare ai ricci disabili. E questo è il motivo per cui sarebbe auspicabile un sostegno e una collaborazione ancora maggiore con le aziende locali e il Comune.

Chi volesse aiutare il centro può farlo attraverso la campagna “Adotta un riccio a distanza” (scrivendo a ninnaeisuoiamici@libero.it) oppure offrendo una donazione attraverso la pagina Facebook “Centro ricci La Ninna” o partecipando alla grande festa del Riccio Day in programma domenica 9 dicembre al Cinema Vekkio di Corneliano. Come spiega Massimo: «Siamo anche alla ricerca di volontari, disposti a donare un po’ del proprio tempo ad accudire gli animali del Centro»

Veterinario scrittore

Dopo l’enorme successo del libro “25 grammi di felicità”, tradotto in 12 lingue tra cui finlandese e giapponese. Massimo ha dato alle stampe la sua seconda, attesissima opera “Cuore di riccio”. Sono li­bri avvincenti, educativi e appassionati, che ci insegnano come la strada della conoscenza e del rispetto verso tutti, possa passare anche attraverso questa minuscola, meravigliosa crea­tura.

 

 

[vc_custom_heading text=”Come comportarsi se si trova un riccio”]

Il riccio è un piccolo mammifero, che vive in un habitat costituito da cespugli, prati e boschetti, quindi potete trovarlo anche nei vostri giardini. È insettivoro e si ciba soprattutto di millepiedi, scarafaggi e lombrichi. Il riccio è un animale notturno molto schivo, per questo se lo vedete di giorno all’aperto, in evidente stato di difficoltà, in questo caso va su­bito raccolto e portato in un centro specializzato nella cu­ra dei selvatici. Se, invece, lo trovate fer­mo in strada fermatevi e soccorretelo se è ferito, mentre se sta bene spostatelo nel prato vi­cino. Trovate una mam­ma con i cuccioli nel ni­do? Non disturbateli e allontanatevi per e­vitare che li abbandoni. In ogni caso se trovate un riccio in difficoltà contattate im­me­dia­ta­men­te Il centro recupero ricci “La Ninna” di Novello. Ecco invece alcune piccole attenzioni che potete dedicare a questi piccoli animaletti. La sera, lasciate fuori ac­qua e crocchette per gattini in una mangiatoia. Ce­spugli, erba alta fino alla fioritura e boschetti rendono il vostro giardino più accogliente per i ricci. Cumuli di foglie o di fieno e catastine di legno sono ottimi rifugi. Fate dei piccoli buchi (10X10 cm) su ciascun lato della recinzione, così i ricci potranno entrare e utilizzare il giardino (ma solo se non ci sono cani). E poi ci sono al­cune cose da non fare. Non dare mai latte di mucca perchè è indigesto per i ricci e quindi mortale! Non bruciare mai cumuli di fieno, foglie o sterpaglie prima di aver controllato che non ci siano animaletti sotto. Non usare veleni tipo lu­machicidi, pesticidi, erbicidi. Fare attenzione usando i decespugliatore restando lontani dai rovi e dalle siepi perché si potrebbe ferire un riccio. Non la­sciare tombini e botole aperte perché potrebbero essere una trappola mortale. Non pensare di tenere il riccio in casa: è un animale selvatico e deve assolutamente restare nel suo habitat!

CENTRO RECUPERO RICCI “LA NINNA”

Via Regina Margherita, 1 Novello – Tel. 0173/352301

Sito web: www.lacasadeiricci.org

Contattaci: ninnaeisuoiamici@libero.it