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Lo chef Massimo Camia nuovo presidente dell’Associazione Albergatori e Ristoratori Albesi aderente all’A.C.A.

Massimo Camia, titolare dell’omonimo ristorante stellato di La Morra, è il nuovo presidente dell’Associazione Albergatori e Ristoratori Albesi aderente all’A.C.A. Associazione Commercianti Albesi. Lo ha eletto il nuovo Consiglio Direttivo, insieme ai nuovi vice presidenti Carlo Zarri dell’Hotel Villa San Carlo di Cortemilia e Nicola Gallina dell’Hotel Langhe di Alba, riunitosi mercoledì 20 luglio presso la sala Alba dell’A.C.A.

All’incontro erano presenti anche il direttore dell’A.C.A. Fabrizio Pace, la direttrice del Consorzio Turistico Langhe Monferrato Roero Elisabetta Grasso, i funzionari dell’A.C.A. Elena Giachino responsabile della Segreteria Generale, Federica Giribaldi di Granda Lavoro e il consulente del lavoro Sergio Quintavalle.

Fanno parte del Consiglio Direttivo Alessandro Boglione della Gastronomia Urbana di Alba, Maria Grazia Ansaldi di Uve La Morra, Bruno Viberti di Corte Gondina di La Morra, Mauro Tezzo per il Relais Villa d’Amelia di Benevello, Davide Sproviero per le Scuderie del Castello di Govone, Andrea Alciati del ristorante Guido da Costigliole di Santo Stefano Belbo, Daniele Scaglia per Réva Resort & Spa di Monforte, Ugo Alciati del GuidoRistorante di Serralunga. Nominati Revisori dei conti Arianna Gallo del Relais San Maurizio di Santo Stefano Belbo, Marisa Gallina del Cortiletto d’Alba e Eleonora Audasso della Salinera di Grinzane Cavour.

L’incontro è stato occasione per un confronto sull’andamento del settore, tornato agli ottimi livelli pre-pandemia, e per affrontare alcune delle problematiche che il mondo della ricettività e della ristorazione stanno affrontando in questi mesi, in primis la carenza di personale.

«Stiamo affrontando una grande trasformazione nel nostro lavoro – ha dichiarato il neo presidente dell’Associazione Albergatori e Ristoratori Albesi, Massimo Camia. I giovani sono alla ricerca di nuovi stimoli e noi lavoriamo ogni giorno per trasmettere loro motivazioni forti nell’intraprendere una carriera che può dare grandi soddisfazioni, ma richiede grande impegno. Se da una parte noi imprenditori dobbiamo saper trasmettere il nostro sapere e il valore di un mestiere prezioso per il territorio, dall’altra le istituzioni devono intervenire con soluzioni sostenibili per il problema del costo del lavoro».

«L’Associazione Albergatori e Ristoratori Albesi ha affrontato numerose sfide negli anni, fin dalla costituzione nel 1987 – ha spiegato il direttore dell’A.C.A., Fabrizio Pace -. Oggi riparte con un nuovo Direttivo e il supporto importante dell’A.C.A., una realtà in costante crescita anche nella considerazione a livello Nazionale. Vedasi la partecipazione diretta al Consiglio Nazionale di Confcommercio o il protocollo d’intesa con le Ascom di Bergamo e Parma nell’ambito del Distretto delle Città Creative Unesco per la Gastronomia. Il territorio di Langhe e Roero vanta oltre 1500 strutture di alto livello e può proseguire lungo la strada del miglioramento continuo. Ci dobbiamo provare e abbiamo gli strumenti per poterlo fare».

«L’Associazione Albergatori e Ristoratori Albesi sarà un valido strumento per gli operatori del settore – ha approfondito la responsabile della Segreteria Generale dell’A.C.A., Elena Giachino –. Gli esperti dell’A.C.A. sono a disposizione per fornire assistenza sindacale e normativa, coordinando le attività e favorendo un utile confronto tra le diverse esperienze del territorio».

«Abbiamo in atto un articolato progetto mirato alla valorizzazione del personale, con la proposta di condizioni che favoriscano una buona qualità di vita, in un ambiente lavorativo dinamico e stimolante – ha commentato la direttrice del Consorzio Turistico Langhe Monferrato Roero, Elisabetta Grasso. Gli operatori stanno attuando politiche di motivazione e valorizzazione, applicando sempre più contratti a tempo indeterminato, per garantire sicurezza ai lavoratori, coinvolgendoli nei progetti aziendali. Si sta modificando l’impostazione del lavoro, nell’ottica di lasciare più tempo libero, con due giorni di riposo settimanale, al fine di poter avere, tutti, una qualità di vita migliore. Siamo famosi in tutto il mondo per l’alto livello di ospitalità e per la cura dell’ospite, vogliamo esserlo anche per l’attenzione alle persone che lavorano con noi».

 

 

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