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Liste di attesa; Grimaldi (LUV): mai più Covid Hospital in Piemonte e riduzione delle liste d’attesa

 

“Secondo il direttore del DIRMEI, Manno, il nuovo piano Covid regionale consentirà di non dover più convertire alcuni ospedali piemontesi in “Covid hospital”, scongiurando pertanto il blocco totale delle prestazioni sanitarie. Su questa risposta alla mia domanda misureremo la bontà del lavoro della Giunta piemontese, perché la nostra Regione non può più permettersi di bloccare l’accesso alle prestazioni sanitarie di base a molte comunità sia nei centri più grandi che in quelli più periferici della nostra regione” – commenta Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione a margine dell’informativa del direttore del DIRMEI, Emilpaolo Manno in merito alla dotazione effettiva di posti di terapia intensiva nella Regione Piemonte.

“Il punto principale – prosegue Grimaldi – non è tanto sapere quanti siano i posti in terapia intensiva in Piemonte, anche se di per sé è un dato molto importante – sono 651 – ma se questi posti letto sono effettivamente inseriti all’interno di un piano che finalmente permetta a questa Giunta di non ripetere i molti errori di disorganizzazione commessi nelle tre ondate pandemiche del 2020 e del 2021. Sappiamo che le vaccinazioni funzionano, ce lo ha confermato anche Manno citando i dati odierni di occupazione degli ospedali da parte dei malati di Covid (33% vaccinati, 77% non vaccinati) e questo dato, sommato al numero maggiore di terapie intensive disponibili, impone alla Regione una migliore gestione dell’emergenza che consenta non solo di garantire a tutti i piemontesi le cure ordinari anche in emergenza, ma di utilizzare questi mesi per accorciare drasticamente le liste di attesa”.

“A questo proposito i dati internazionali ci dicono che i prossimi focolai saranno in maggioranza fra i non vaccinati e fra questi moltissimi saranno i minori. Oggi, con l’inizio delle scuole, è pertanto prioritario passare attraverso l’ascolto dei dirigenti scolastici, dei pediatri e delle famiglie affinché queste non si trovino impreparate nell’affrontare una nuova ondata. I più piccoli – ricorda Grimaldi – sono gli unici ancora non vaccinati e il piano regionale non può non tenerlo in considerazione: occorre garantire che Ospedali come il Regina Margherita non siano messi in difficoltà da un numero crescente di casi tra i più piccoli, garantendo percorsi differenziati per le cure ordinarie e per quelle da Covid19″.

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