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L’invito di Monsignor Brunetti: “Riprendiamo le celebrazioni di prime comunioni e Cresime”

ALBA “È opportuno che in tutte le comunità si riprendano se interrotti e siano garantiti i percorsi di catechesi con i bambini e i ragazzi, eventualmente anche in modalità a distanza, senza però rinunciare del tutto agli incontri in presenza”, così scrive monsignor Marco Brunetti a sacerdoti e diaconi con una lettera dell’11 febbraio scorso, pur ribadendo una “scrupolosa osservanza di quanto previsto dalle norme igienico sanitarie dal Protocollo tra la Cei e il Governo”.

“La possibilità di celebrare le Messe e le altre azioni liturgiche, attualmente garantita, permette di valutare anche la programmazione della celebrazione dei sacramenti”. Perciò Confermazioni e le prime Comunioni  “siano programmate dai parroci dopo un confronto con i catechisti e le famiglie in modo da rispettare la capienza massima delle chiese, valutando anche l’opportunità di prevedere più celebrazioni, sulla base del numero delle persone coinvolte” e tenendo in considerazione “il tempo liturgico pasquale, per la sua intima connessione con il senso teologico dei sacramenti dell’iniziazione cristiana.

Monsignor Brunetti si dice disponibile a riprendere le Cresime “a partire dal mese di marzo, soprattutto per recuperare qualche celebrazione dello scorso anno, valutando in ogni caso la calendarizzazione anche nel periodo estivo (giugno-luglio)”. Ma insiste a non ridurre tutto in una celebrazione, anzi, “si valuti attentamente la proposta di un tempo di catechesi mistagogica, secondo la Tradizione della Chiesa, ovvero di un periodo di catechesi dopo la celebrazione per spiegare i riti avvenuti e il loro significato per la vita quotidiana di ciascuno, nella convinzione che nella realtà del sacramento si entra non soltanto spiegandolo prima, ma soprattutto vivendolo” e “superando l’idea di una iniziazione legata solo ai tempi (e alle modalità) della scuola”. Fondamentale in questa prospettiva è il dialogo “con i catechisti dei ragazzi, con le famiglie e con i genitori, peraltro sempre più coinvolti nei nostri cammini, in modo aperto e sincero, riscoprendo il valore prezioso della catechesi e della preghiera domestica, vera radice della vita di fede comunitaria”.

Infine il vescovo, oltre a ricordare la possibilità di tornare a scambiarsi il dono della pace nelle celebrazioni (sia pure con un gesto a distanza), comunica che “nell’ultima assemblea della Cep si è deciso di concedere per tutto il periodo della Quaresima la possibilità di celebrare il sacramento della riconciliazione in forma comunitaria con assoluzione generale dei peccati, così come già avvenuto nel tempo di Natale, visto il permanere della situazione pandemica”.

Redazione Corriere

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