L’intera scuola è: Educazione civica

Il tema è apparso e scomparso con altrettanta velocità dall’agenda politica che, con l’approssimarsi delle elezioni, viaggia a velocità pari a quella della luce. Merita comunque alcune considerazioni la decisione di introdurre l’Educazione civica obbligatoria in tutti gli ordini scolastici. Una semplice riflessione dovrebbe portare alla conclusione che l’intera scuola è, nel significato profondo del termine che va ben oltre i contenuti, Educazione civica. Questo a prescindere dall’ufficializzazione dell’insegnamento e, ovviamente, dal voto. Nonostante sia frutto dell’attività parlamentare, il ministro Matteo Salvini ha messo il capello anche su questo provvedimento: “Festeggio l’approvazione del ritorno dell’Educazione civica in classe. Vita concreta contro inutili polemiche”. E fin qui nulla da obiettare. Un po’ più inquietante il seguito della dichiarazione: “Il prossimo passo sarà, fra due settimane, il sì alla legge per le telecamere obbligatorie in asili e case di riposo”. Una proposta che sembra trovare consensi anche tra Cinque Stelle, Democratici ed esponenti di Forza Italia. Due piccoli dubbi fra tante granitiche certezze: uno strumento utilissimo per poliziotti e magistrati può diventare mezzo di controllo sociale o anche solo di deterrenza? Risulta evidente l’intento della difesa dei più deboli, ma chi di noi vorrebbe essere controllato di continuo, nell’ossessione che ciò sia utile per il bene collettivo? Inoltre una volta intrapresa questa china non ci si ferma più. Tra le altre dichiarazioni del ministro, scelte a caso nel profluvio quotidiano, si legge: “Vogliamo le telecamere pure nelle scuole dei gradi superiori, ma in questo caso per difendere i professori da alunni e genitori imbecilli”. Evidentemente non è poi così vero che il ministro abbia tanta fiducia nell’azione dell’Educazione civica.

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