L’EVENTO – Le foto storiche di Michele Pellegrino a Cuneo

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Dedicata alla montagna. La mostra nella prestigiosa cornice del Complesso monumentale di San Francesco in via Santa Maria n. 10

Michele Pellegrino è nato a Chiusa di Pesio, all’ingresso dell’omonima valle, il 1° febbraio 1934. Scopre la fotografia all’età di trentatré anni per caso.

Da autodidatta in poco tempo impara il mestiere e inizia la professione di fotografo.

Fin dal 1969 inizia a esporre le sue fotografie e nel 1972 pubblica il suo primo libro. Negli anni seguenti, pur facendo mostre in luoghi molto importanti, ha sempre privilegiato la pubblicazione di libri fotografici, che danno la possibilità di raggiungere un pubblico più vasto e facilitano la comprensione grazie all’approfondimento del testo scritto.

Nel 2000, in occasione dell’Anno Mondiale della Montagna, ha fatto parte dei dieci fotografi provenienti da ogni parte del mondo che hanno dato vita a una mostra intitolata “Cento scatti per il duemila”. Da qualche anno è in pensione ma continua a fotografare. Al contrario di molti fotografi della sua età, l’avvento del digitale non l’ha demotivato, ma, anzi, ha dato nuovo vigore a un momento di stasi.

Al lavoro e all’opera artistica di Michele Pellegrino la Fondazione Crc ha dedicato un’importante retrospettiva dal titolo “Una parabola fotografica”, inaugurata giovedì 19 luglio e allestita a Cuneo nella prestigiosa cornice del Complesso monumentale di San Francesco in via Santa Maria n. 10.

«Quelle appese al muro – così Pellegrino ama parlare del suo lavoro – non sono solamente immagini più o meno gradevoli o coinvolgenti. Sono la mia vita, sono la scommessa, che ho accolto, di suscitare emozioni puntando non tanto sui singoli scatti, ma sulla storia che raccontano».

In questo senso le sue immagini – banco ottico, lastra in bianco e nero, formato 18 per 24 centimetri, probabilmente sviluppate con sistema zonale – fanno pensare l’addetto ai lavori alle riprese del gruppo “f/64” fondato dal fotografo americano Ansel Adams.

Almeno nelle immagini dedicate alle montagne, al paesaggio innevato, alle creste rocciose dove le nuvole proiettano ombre profonde e misteriose.

A fare la differenza sono i protagonisti della storia che Pellegrino vuole raccontare con le sue fotografie. Ritratti veloci eppure esaustivi di un mondo che, lontano solo 40 anni, sembrano provenire da un epos e da una mitologia che appartiene alla storia. Visi scavati, rughe profonde, occhi pieni di pensieri appaiono calati come in contesto “verista” che ha per palco le vallate del cuneese e per protagonisti le generazioni che le hanno vissute e sfidate. Ma molto meglio delle parole sarà la visita della mostra a far capire la storia di cui Michele Pellegrino ha voluto farsi cronista, interprete e testimone.

La mostra sarà visitabile sino al 30 settembre, dal martedì alla domenica dalle ore 15.30 alle 18.30.