SOMMARIVA DEL BOSCO –  Le consigliere sulle quali vuol rivalersi il sindaco «hanno fatto solo il loro dovere»

    84
    Inaudito. Il caso del Consiglio di Sommariva del Bosco: dove prima l'opposizione ha denunciato il sindaco e ora quest'ultimo vuole far rivalere l'Ente sulle sue avversarie

    Gentile direttore,

    nella mia qualità di difensore delle signore Diomira Agresta ed Ester Uziard, consiglieri comunali nella città di Sommariva del Bosco, componenti del gruppo consiliare Vivere Sommariva Insieme, devo un replica all’articolo “Caso scuola: ora il Comune chiede i danni all’opposizione”, richiamato in prima pagina e pubblicato a pagina 32 dello scorso “Corriere”.

    L’articolo riguarda l’intenzione manifestata dal sindaco Pessione di “chiedere in qualche modo i danni” alle mie assistite, colpevoli di aver segnalato all’Autorità Giudiziaria le anomalie che hanno scandito l’assegnazione dei lavori di ristrutturazione dell’istituto scolastico di via Giansana. Naturalmente, le mie clienti reagiranno nelle competenti sedi alle iniziative che il Sindaco riterrà di adottare, non avendo nulla da temere e non essendo affatto intimorite dalle intenzioni manifestate attraverso gli organi di stampa.

    L’occasione mi è propizia per segnalare alla sua attenzione come il procedimento penale contro il sindaco Pessione e il tecnico comunale geom. Pugnetti sia stato definito con ordinanza di archiviazione del Gip di Asti del 24 maggio 2018 (dopo che una precedente richiesta di archiviazione era stata respinta dal medesimo giudice che aveva invitato il pubblico ministero a svolgere ulteriori indagini) sulla base del fatto che le irregolarità segnalate e riscontrate (“da un lato è vero che la procedura adottata dagli indagati non brilla per trasparenza e rispetto della normativa” sono le testuali parole del Giudice) sarebbero state giustificate dall’urgenza di iniziare i lavori, il che impedirebbe di configurare un reato.

    Non è certo questa la sede per discutere del merito di tale decisione; rilevo soltanto come sia del tutto pretestuosa l’intenzione di chiamare a rispondere le mie assistite che altro non hanno fatto se non segnalare all’Autorità Giudiziaria una vicenda reale, fonte di legittime preoccupazioni circa la regolarità delle procedure adottate, come rientra nei doveri dei consiglieri comunali. Doveri che le mie clienti continueranno a declinare senza farsi intimorire dalle bellicose intenzioni del Sindaco.

    Avv.Stefano Campanello