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Lettera Aperta Maurizio Marello: «Riapertura della Ferrovia Alba-Asti: non perdiamo l’occasione dei fondi europei».

Negli scorsi giorni ho letto un comunicato stampa del Comune di Alba contenente svariati annunci di future opere (Terzo ponte, autostrada, ferrovia) in ordine alle quali la Ministra Mara Carfagna (intervenuta all’inaugurazione della Fiera del Tartufo) avrebbe dato alle autorità locali assicurazioni e garanzie di impegno e sostegno. Fermo restando che le “promesse della Fiera” ad opera dei rappresentanti dello Stato si reiterano ogni anno da quando essa stessa è nata, si tratta comunque di temi strategici per Alba e per il territorio della nostra provincia ed è quindi positivo che se ne parli e si attivino iniziative politiche.

È però su uno specifico tema che mi voglio soffermare: quello della riattivazione del collegamento ferroviario da Alba ad Asti, chiuso nel 2010 dall’allora Giunta regionale di centro-destra guidata da Roberto Cota.

Il Sindaco di Alba, Carlo Bo, afferma infatti nel comunicato nuove possibilità di riapertura della tratta grazie al Piano di ripresa post- covid finanziato da fondi europei utilizzando le risorse della mobilità sostenibile per i treni ad idrogeno. Soluzione, questa, che, a suo dire, sarebbe sostenuta anche dalla Regione Piemonte a guida Cirio.

Tale notizia, se troverà seguito nei fatti, ovviamente mi riempie il cuore di gioia, dal momento che, sia come Sindaco di Alba, che attualmente come Consigliere Regionale, sono sempre stato un convinto sostenitore della necessità di riportare il treno su quei binari. Questa ipotesi è coerente con le battaglie condotte dalla nostra Amministrazione Albese insieme ai Sindaci del territorio e alle associazioni dei pendolari e con la “visio” dell’attuale Consiglio Comunale Albese che alcuni mesi fa si era pronunciato all’unanimità a favore del ripristino del treno.

Viceversa registro come una piacevole sorpresa “l’inversione a U” fatta dal nostro Presidente Alberto Cirio. Per anni ci siamo trovati su sponde opposte. Io per il treno, lui per sostituirlo con una pista ciclabile da realizzarsi al posto dei binari. Pista ciclabile di cui anche il suo assessore ai trasporti Marco Gabusi è sempre stato un accanito sostenitore sin da quando era sindaco di Canelli e presidente della provincia di Asti. Anche in questi due anni da Assessore, in più circostanze da me sollecitato, aveva espresso la sua contrarietà al treno perché troppo costoso per le casse regionali.

Ma, come si dice, cambiare idea è segno di intelligenza e quindi ben venga questa “conversione sulla via di Damasco” del Governatore.

Il treno è un servizio indispensabile per studenti e lavoratori che sino al 2010 lo potevano usare. Collega Alba ad Asti, due centri importanti che in questi anni hanno iniziato a collaborare su diversi fronti (turismo, Tribunale, ecc.). Può rappresentare inoltre uno strumento fondamentale di ulteriore sviluppo turistico dal momento che attraversa le colline patrimonio dell’Unesco. Non solo: da un lato costituirebbe il logico e utile prolungamento verso Asti della linea Alba- Torino che, dal 2017, a seguito dell’elettrificazione, è diventata una tratta molto frequentata, dall’altro completerebbe i collegamenti dal basso Piemonte verso Cuneo (e da Cuneo verso Nizza e la Costa azzurra) e verso Milano.

Perdere l’occasione dei fondi europei per la ripresa post-covid al fine di riattivare la ferrovia per Asti e anche oltre verso Nizza Monferrato, costituirebbe un peccato imperdonabile per la politica.

Alle parole e alle promesse seguano i fatti. Su questo fronte le iniziative e le battaglie della Regione tese a riportare il treno oltre la stazione di Alba (sia esso a idrogeno, elettrico e financo diesel) mi troveranno sempre presente e attivo.

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