L’economia circolare: il futuro che coinvolge i liceali

«Noi legislatori ed esperti stiamo scrivendo le leggi, ma sarete voi gli attori dell’Economia Circolare». E’ con queste parole che Christophe Debien, dell’Istituto Internazionale di Economia Circolare, ha iniziato il suo intervento alla conferenza sull’economia legata ai problemi ambientali, tenutasi a Bra. Il tema centrale è stato proprio il confronto tra l’attuale Economia Lineare – basata su estrazione di materie prime, produzione, acquisto e consumo, formazione dei rifiuti –e l’Economia Circolare, l’economia del futuro, in cui si rimettono in circolo i beni già utilizzati in modo da ridurre al minimo gli sprechi, anzi da produrre valore.

Hanno “fatto gli onori di casa” gli amministratori braidesi Gianni Fogliato e Sergio Panero, parlando di come l’economia e la cura dell’ecosistema siano collegate anche a livello locale, facendo riferimento alle tasse sui rifiuti.

La conferenza è entrata nel vivo con l’intervento del primo relatore, l’esperto di Economia Circolare Christophe Debien, che  ribadito la gravità della situazione mondiale e la necessità di nuovi processi e modalità di produzione e consumo, improntati a questo innovativo modello economico. Nell’intervento il relatore si è soffermato su alcuni aspetti particolarmente interessanti, per esempio sul fatto che non è più sufficiente ridurre solamente l’impatto ambientale, ma bisogna cambiare mentalità e dare un valore a quelli che troppo spesso sono chiamati “rifiuti”senza averne valutato le possibilità di riutilizzo.

Il secondo intervento è stato quello di Giovanna Melandri, ex ministro, la quale ventisette anni fa guidava la delegazione italiana alla Conferenza di Rio, che ha evidenziato lo stretto rapporto tra la questione ambientale e quella sociale, da risolvere insieme. Gli investimenti nel modello economico attuale sono definiti in base a due parametri: il rischio e il rendimento; il modello economico alternativo – definito “finanza ad impatto” – introduce un ulteriore parametro: la sostenibilità ambientale e sociale.

Particolarmente importante è stato l’intervento dei “green heroes” Luigi, Ester, Cristobal e Vincenzo, iscritti alle università di Torino, Milano e Pollenzo, che, prendendo spunto dalla nota attivista svedese Greta Thumbeng, hanno esortato noi studenti a rivoluzionare il nostro stile di vita a partire dalle piccole cose per raggiungere grandi obiettivi: per esempio la riduzione dell’impatto  ambientale delle bottiglie di plastica attraverso l’impiego di borracce riutilizzabili. Hanno inoltre sottolineato l’importanza del movimento studentesco “Fridays for Future”, che con scioperi e manifestazioni vuole attirare l’attenzione delle autorità nei confronti delle politiche climatiche.

Il filo rosso che ha collegato gli interventi dell’incontro si può individuare innanzitutto nella necessità di spiegare con chiarezza i passaggi di un percorso iniziato molti anni fa nell’indifferenza generale e che oggi si è imposto grazie alla risonanza raggiunta dal tema a causa degli evidenti effetti dei cambiamenti climatici sul nostro pianeta. Oggi si rende necessaria un’ac­celerazione, con una sorta di passaggio di testimone proprio nelle mani dei giovani: un passaggio il più possibile consapevole e responsabile, dettato non da un astratto idealismo, ma dalla necessità di realizzare in modo concreto soluzioni che in molti casi sono già esistenti, ma ignorate perché apparentemente poco con­venienti. Il movimento “Fridays for Future” non si potrà definire l’inizio di un nuovo ’68, ma è sicuramente rivoluzionario che i giovani invitino il mondo a  “guardare in faccia ciò che ci sta di fronte” prima che sia troppo tardi.

La classe III Classico

del Liceo “Giolitti-Gandino”

di Bra

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