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Le nostre scuole sono pronte a ripartire ? Parlano i dirigenti scolastici degli istituti

Mancano solo 24 ore alla ritorno sui banchi dei nostri ragazzi. Domani si aprirà l’anno scolastico 2020-2021. Come si sono preparati gli istituti alla didattica post Covid? Esistono ancora problemi e criticità. Abbiamo rivolto questi interrogativi a tutti i dirigenti scolastici ed alcuni di loro ci spiegano come hanno curato l’organizzazione delle lezioni.

Istituto Superiore Cillario Ferrero Dirigente Paola Boggetto. «Le criticità sono molte e stiamo cercando di superarle. Da questa settimana inizieremo i corsi di recupero, che saranno in presenza per quelle materia che hanno registrato molte insufficienze, mentre saranno on line per tutte le altre. Dal punto di vista delle strutture, ci sono problemi nelle sedi di Alba e Neive. Per Alba, la Provincia sta ultimando alcune tramezze per suddividere gli atri e creare due nuove aule, contemporaneamente abbiamo chiesto al Seminario la disponibilità di spazi per ospitare altre classi. Con questi interventi dovremmo garantire le lezioni a tutti, seppure con qualche limitazione. A Neive, invece, i lavori dovrebbero iniziare questa settimana, con l’obiettivo di avere una nuova aula. Per fortuna a Cortemilia non ci sono problemi, visto che abbiamo aule grandi e classi di piccole dimensioni. La situazione che più ci preoccupa sono i laboratori, dove sarà complicato svolgere le esercitazioni, specialmente per la pasticceria dell’Arte Bianca. Sul fronte dell’organico attendiamo buone notizie. Abbiamo ben 9 classi (5 ad Alba e 4 a Neive) che dovrebbero essere sdoppiate, speriamo che ci venga approvato l’organico aggiuntivo. Concludo con l’incognita trasporti. Con l’attuale normativa che prevede una capienza dei mezzi pubblici ridotta all’80%, saremo obbligati a prevedere una rotazione delle classi, con la didattica a distanza che andrà a coprire il 10% dell’orario, che aumenterà in sede di orario provvisorio. Vorremmo comunque garantire la presenza in particolar modo alle prime e a quelle classi al cui interno ci sono ragazzi fragili».

Istituto Superiore Govone – Gallizio Dottor Roberto Buongarzone: «Il Liceo Classico e il Liceo Artistico sono già partiti con il recupero degli apprendimenti per una parte minoritaria di studenti, mentre per il triennio del Classico Internazionale le lezioni inizieranno oggi, lunedì 7 settembre, per compensare l’orario superiore agli altri indirizzi. Per tutti le lezioni cominceranno regolarmente il 14. In questi giorni stiamo mettendo a punto il piano di rientro in sicurezza, con l’allestimento di tre nuove aule presso il Seminario per il Classico e con lo spostamento di alcune classi all’Artistico nei laboratori e in quella che è stata fino ad oggi l’Aula Professori».

 

Apro Formazione Direttore Antonio Bosio: «Stiamo facendo di tutto, spingendoci ben oltre quanto previsto dalle normative, in modo da erogare la nostra proposta formativa. Tra gli interventi già completati, vorrei ricordare il grosso investimento per rafforzare l’attrezzatura informatica. Vogliamo essere efficienti, avere aule cablate e dotate di telecamere ad alta definizione, con l’obiettivo di essere pronti ad ogni evenienza, compresa la didattica a distanza e quella ibrida. Durante l’estate abbiamo realizzato tre nuove aule spaziose e rifatto due bagni ammalorati. Ora siamo pronti a partire e, anche nell’incertezza dell’evoluzione delle normative, cerchiamo di essere flessibili. Sul fronte sanitario abbiamo reso obbligatorio il test sierologico per il personale e, contestualmente, ci siamo dotati di termo scanner per misurare la temperatura all’ingresso dell’istituto. Non è nemmeno escluso che in caso di necessità, si possano collocare totem automatici che abilitano l’accesso tramite tornelli. Durante le attività all’interno sicuramente ci saranno da superare alcune criticità, specialmente in quei momenti in cui potrebbero esserci assembramenti (entrata, uscita, intervallo, ndr). Anche con i laboratori viaggiamo in sicurezza, abbinando le normative ministeriali a quelle previste dai vari settori professionali. Per il resto siamo pronti ad un grande lavoro di sensibilizzazione, per evitare che tutti questi sforzi possano essere resi vani da comportamenti a rischio».

Scuola Enologica “Umberto I” Dirigente Antonella Germini: «Cerchiamo di avvicinarci alla normalità. Già dalla scorsa settimana le classi quinte hanno iniziato a frequentare l’istituto, nell’ambito del Progetto Vendemmia. Non ci sono criticità a livello di spazi, se ci basiamo sugli algoritmi prodotti dall’Ufficio Scolastico Regionale. Potremo avere gli studenti totalmente in presenza, con il rispetto delle regole di distanziamento e di prevenzione. Abbiamo previsto tre differenti aree di ingresso, sulla base della dislocazione delle aule. Provvederemo ad un’apertura anticipata dell’istituto, in modo da permettere un accesso il più possibile scaglionato. Sarà possibile fare lezione senza mascherina, che andrà indossata soltanto negli spostamenti. L’intervallo si farà in aula e gli alunni dovranno portarsi la merenda da casa. È inevitabile che ci siano problematiche di vario tipo, purtroppo non dipendenti dalla nostra volontà. La principale è quella relativa all’organico. Contrariamente a quanto annunciato dal Governo noi ci ritroviamo ad avere una riduzione del numero delle classi. In seguito all’accorpamento deciso dall’Ufficio Scolastico Regionale avremo gruppi-classe che in alcuni casi raggiungeranno le 30 unità. Contestualmente ci siamo ritrovati con il taglio delle ore dell’Ufficio Tecnico e dei docenti di potenziamento. Questo non ci consentirà di avere i semi esoneri che venivano attribuiti ai direttori delle aziende del nostro istituto. Speriamo che qualcosa possa ancora cambiare, ma francamente è la sfiducia a prevalere».

Liceo Scientifico “Cocito” Dirigente Anna Viarengo: «Dal punto di vista della struttura siamo fortunati, perché il nostro istituto ha aule di dimensioni adeguate. Questo fatto ci consentirà di svolgere l’attività didattica in presenza. Nel corso dell’estate abbiamo utilizzato i fondi del Miur per implementare le tecnologie ed essere pronti alla cosiddetta didattica integrata e non farci trovare impreparati ad altri possibili scenari. La scuola è stata suddivisa in zone colorate, per favorire gli spostamenti in sicurezza e la tracciabilità degli studenti e del personale. Inutile sottolineare come permangano problemi sul fronte trasporti e su quello dell’organico. Questa settimana è in programma un incontro con i responsabili delle autolinee per definire tutto. Purtroppo questo appuntamento arriva troppo tardi e non ci consentirà di stravolgere quanto abbiamo progettato nei mesi estivi. Siamo inoltre preoccupati sul fronte dell’organico Covid. Anche se la speranza è che tutto fili liscio, dovremmo essere preparati a coprire le assenze dei docenti, anche per lunghi periodi e, allo stato attuale, non sappiamo davvero come potremo garantire le sostituzioni. Sul fronte didattico, infine, abbiamo iniziato i corsi i percorsi di “valorizzazione e potenziamento” rivolti a quegli studenti con una o più discipline insufficienti. A queste lezioni partecipano piccoli gruppi, distanziati e in tutta sicurezza. A partire da oggi partiremo con le comunicazioni informative alle famiglie».

Istituto Superiore “Luigi Einaudi” Dirigente Valeria Cout: «Ad una settimana dall’inizio delle lezioni siamo ancora in fase di cantiere. La Provincia sta abbattendo una parete di un’aula per modificare la superficie dei locali. Purtroppo abbiamo classi con un numero di allievi superiore a 25 e dobbiamo adeguare gli spazi utilizzando le risorse interne. È stata sicuramente la parte più gravosa, che ci ha costretto a smantellare locali e a cambiare la destinazione di altri. Abbiamo rimpicciolito la sala insegnanti, trasformato la biblioteca e anche lo studio degli assistenti tecnici. Anche Il locale della dirigente è stato modificato per cercare di risolvere i problemi. Siamo intervenuti anche nella segreteria spostando l’ufficio del Dsga, con l’obiettivo di garantire il distanziamento del personale. A livello di docenza registriamo una scopertura notevole, attualmente ci mancano oltre 25 insegnanti. Speriamo che la cosa si risolva, anche se si parla di ricorsi in atto nella formazione delle graduatorie. Attendiamo notizie anche per l’organico Covid, per integrare il personale docente e personale Ata. Attualmente siamo partici con i corsi di recupero e registriamo un certo disorientamento da parte degli alunni. Quando entreremo a regime faremo lezioni in presenza, mantenendo un 10% di didattica a distanza, per raggiungere gli studenti che non potranno presenziare direttamente. Possiamo dire di essere quasi pronti, abbiamo lavorato tanto rinunciando anche a parte delle ferie. Speriamo che tutti questi sforzi non risultino vani».

Licei di Bra Dirigente Francesca Scarfì: «Nei Licei braidesi, per quanto riguarda i locali e tutti gli aspetti organizzativi. la situazione è sicuramente positiva. Siamo pronti ad accogliere tutti gli studenti in sicurezza. Resta qualche problema in alcuni laboratori, che risolveremo tuttavia con una divisione delle classi per la frequenza in modo da garantire il distanziamento. Nelle aule sarà garantito il distanziamento e il pieno rispetto di tutte le norme sanitarie. Abbiamo suddiviso i corridoi, creato spazi separati in cui trascorrere il tempo dell’intervallo, organizzato l’accesso alle macchinette per la distribuzione di cibo e bevande. Come impone il nostro ruolo, punteremo molto anche sull’aspetto educativo, per far comprendere ai ragazzi l’importanza dell’osservazione delle regole, attraverso varie iniziative di formazione. Il grosso problema resta, tuttavia, quello dei trasporti. Occorre denunciare, da parte degli organi preposti, una assoluta mancanza di comunicazione nei confronti delle scuole e delle famiglie: nessuno ci ha ancora detto nulla. Più del 50% della popolazione scolastica dei licei braidesi proviene da fuori città, dai paesi vicini ma anche da Alba, Racconigi, Cavallermaggiore. Abbiamo realizzato un quadro completo sulle necessità di trasporto dei nostri studenti, precisando dettagliatamente numero, esigenze e provenienza. Un lavoro certosino, utile per ottimizzare al massimo il servizio, che nessuno, tuttavia, ci ha richiesto. Dalle poche notizie che ci vengono comunicate, sappiamo che i mezzi utilizzati dagli studenti dovrebbero garantire l’80% del servizio. Resta da capire cosa succederà al 20% rimanente».

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Redazione Corriere

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