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    Le mine vaganti

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    Può sembrare una forzatura usare queste parole. Ma ci sono argomenti ai quali non è possibile accostarsi senza ricorrere a paragoni estremi. A volte persino brutali. Le mine sono in assoluto l’emblema dell’insidia più infame, della imprevedibilità più sciagurata, del pericolo più assurdo, della crudeltà più esecranda. Lo sanno benissimo tutti coloro che, infausti e perfidi, le fabbricano.

    Lo dimostrano benissimo le industrie belliche nostrane, che sono ai primi posti nella produzione e nell’esportazione. Ma ancora più terribilmente lo sperimentano coloro che vi incappano, uscendone dilaniati o irrimediabilmente mutilati. Purtroppo accanto a queste orribili evenienze si continua a passare con imperdonabile indifferenza. La vista quotidiana di bombardamenti, di distruzioni e di morti ci ha dato un’assuefazione preoccupante ed indegna. Tuttavia almeno per le mine sembra che esista qualche rimedio, sia pure molto azzardato: il disinnesco da parte degli sminatori. Il problema però è sempre trovarle o individuarle.

    Se poi le mine sono vaganti purtroppo il coraggio e la bravura possono anche non bastare. E forse neppure tutta la prudenza che si possa immaginare. Allora, come molti dicono, non ci resta che affidarci al caso o alla provvidenza. Perché neanche la scienza e la prevenzione più raffinate riescono ancora a rendercene immuni. Sono quelle mine vaganti, impossibili da materializzare, ma che incombono implacabilmente sulle nostre vite e sulle nostre incolumità fisiche e psichiche. Impattano indistintamente su chiunque capita: sulla gente comune, su chi è altolocato, su chi governa o ha governato. Si tratta di tutte quelle forme di Alzheimer e di demenze, più o meno senili, che colpiscono a tradimento sempre più numerose persone.

    Si tratta di uno scompiglio, inimmaginabile fino al giorno prima, che irrompe implacabile nella vita di chi ne è colpito e di chi gli sta accanto. In molti casi lo scompiglio si traduce in una continua, invisibile e sorda erosione della propria identità e personalità. E’ un processo degenerativo ancora inarrestabile, che rischia di compromettere pesantemente la dignità delle persone. Occorre imparare a contrastarlo, perché i danni di questa mina vagante si possono attenuare cominciando a cancellarne lo stigma.

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