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Le gelate di questi giorni mettono a rischio la produzione di miele nel cuneese

Il maltempo di inizio mese non ha risparmiato, con le forti gelate che si sono registrate da nord a sud del Piemonte, il settore apistico. In particolare, a farne le spese è il miele d’Acacia, ma anche sono gelate le piante di ciliegio in piena fioritura, il tarassaco, il tiglio ed il castagno in fase di germogliamento. I danni si riscontrano soprattutto in pianura e nei fondivalle tanto da compromettere il futuro raccolto del miele d’acacia dove il gelo ha colpito le piante in un momento di sviluppo più avanzato.

“Sicuramente, dalle prime stime, almeno l’80% del territorio dove è presente la pianta di Acacia è stato colpito – spiegano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale – ed il danno complessivo per il comparto può arrivare a circa 14 milioni di euro. Il rischio è ora che venga incrementato ulteriormente l’arrivo massiccio di miele dall’estero che, spesso, di miele ha ben poco. A far, infatti, concorrenza al miele Made in Piemonte non è solo la Cina, ma anche l’Est Europa da cui proviene una gran quantità di miele a basso costo e che non rispetta i nostri standard qualitativi. Per questo ai consumatori ricordiamo di leggere con attenzione l’etichetta, poiché l’indicazione d’origine è obbligatoria per il miele, e di privilegiare gli acquisti presso i punti di vendita diretta in azienda o nei mercati Campagna Amica. Alla luce di questa situazione, è opportuno che anche l’agroindustria scelga il vero miele Made in Piemonte, attivando progetti economici di filiera che possano garantire la giusta valorizzazione del prodotto ed il lavoro degli imprenditori, e che venga resa omogena la legislazione comunitaria per non penalizzare le produzioni ottenute rispettando le rigide norme di sicurezza italiane rispetto a quelle dei Paesi con sistemi di controllo più permissivi, come avviene per il miele proveniente dalla Cina e dall’est Europa”.

 

Redazione Corriere

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