Le cantine fanno causa alla Sisi?

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Il sindaco di S. Stefano Belbo. Luigi Genesio Icardi

«La questione resta aperta ed è pendente anche una causa civile contro Sisi». Questo ha dichiarato il sindaco di S. Stefano, Luigi Genesio Icardi, referente politico della battaglia ingaggiata da alcune cantine vinicole della valle Belbo contro Sisi, la Srl gestore del depuratore del paese in cui confluiscono i reflui delle lavorazioni enologiche. La «questione» riguarda le tariffe applicate: esose e incongrue da almeno un decennio secondo le aziende clienti, sempre corrette e a norma per Gian Piero Moretto, l’albese presidente della Sisi.

Nei giorni scorsi Sisi ha segnato un punto a suo favore nello scontro: il Tribunale di Asti ha infatti rigettato l’accertamento tecnico preventivo chiesto dalle cantine. Moretto in una nota ha commentato che il giudice avrebbe confermato «con­­gruità e correttezza» dei prezzi applicati da Sisi.

L’avvocato delle cantine, Vittorio Merlo, ribatte: «Il comunicato di Sisi è suscettibile di reclamo perché il Tribunale ha eccepito solo a livello procedurale, non è entrato nel merito delle tariffe e neppure di pertinenza ed esaustività delle argomentazioni addotte da Sisi in risposta ai rilievi mossi dal Comune di S. Stefano». Quest’ultimo con Icardi non aveva votato il bilancio 2016 della società consortile, appoggiando la protesta delle cantine. Alcune di queste, oltre ad aver dato mandato di avviare un procedimento legale ordinario, si stanno organizzando per gestire in proprio i reflui con piccoli impianti collegati direttamente al Belbo. Farebbero a meno, così, del consorzio.