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Lavoro: Nuove assunzioni, Alba batte Bra

Alba supera Bra e tutte le altre “sorelle” della Granda, trainando l’economia e posizionandosi davanti a tutte per numero di assunzioni effettuate nell’ultimo anno.

Insomma, dal mondo del lavoro i dati più positivi in provincia arrivano proprio dalla “locomotiva” albese, che fa segnare un calo del numero dei disoccupati anche in quelle fascie considerate “più deboli”, come giovani e stranieri. A dirlo sono i numeri: addirittura il 34% delle assunzioni registrate nel 2021 sull’intero territorio provinciale arrivano dal bacino albese. Seguono su questo virtuale podio, Cuneo con il 23% e Saluzzo con il 17%.

In provincia di Cuneo, così come a livello nazionale, la pandemia da Covid-19 ha inciso significativamente sul mercato del lavoro. Dal 2013 infatti il numero di occupati aveva seguito, nonostante qualche o­scillazione, un andamento crescente, per poi subire un tracollo nel 2020 a causa della crisi sanitaria.

La grande ripresa dopo la pandemia

Quello sulla ripresa dell’occupazione – che sorride in modo particolare al nostro territorio – è sicuramente uno dei dati più interessanti che emergono dal Dossier socioeconomico 2022 della Fondazione Crc. Come si legge nel documento: “La ripresa economica dovuta alla campagna vaccinale e agli stimoli fiscali ha riportato la provincia di Cuneo e l’Italia su un sentiero di recupero della componente lavoro, sia nel suo stock di ore lavorate che in quello del numero di occupati. In numeri, a inizio 2022 gli occupati a livello nazionale ritornano ai livelli prepandemici, sulla soglia dei 23 milioni; il tasso di disoccupazione cala all’8,7%, inferiore ai valori di fine 2019 e inizio 2020; calano anche gli inattivi (-5,5%), segnando una ripresa del dinamismo sul mercato del lavoro. Un segnale importante è dato dal forte recupero delle ore lavorate, che hanno superato i valori pre-pandemici e sono in fase di recupero anche sui livelli massimi raggiunti nel precedente ciclo economico”.

In aumento i contratti a tempo indeterminato

Ancora una volta, tuttavia, sono i numeri che, meglio di ogni parola, evidenziano la crescita occupazionale della provincia trainata dal bacino albese…

Occupati: Nel 2021 sono 261.000 gli occupati nel Cuneese nella fascia di età 15-64 anni. Il tasso di occupazione è del 69,6%, valore superiore a quanto registrato l’anno precedente (68,8%) e di 10 punti superiore alla media italiana.

Lavoro femminile: Il tasso di occupazione femminile, aumentato rispetto al 61,5% del 2019, è pari al 62,3%. La componente maschile registra, invece, una contrazione (-1,3%).

Tipologie di lavoro: Tra le tipologie di lavoratori, i lavoratori indipendenti sono coloro che subiscono un calo occupazionale più elevato. I lavoratori dipendenti registrano invece +1,1% rispetto al 2019.

Inattività: Rispetto alla ricerca del lavoro, nel 2021 le conseguenze della pandemia sembrano attenuarsi lievemente. Se l’anno precedente molti di coloro che non avevano un lavoro, contornati da un clima di scoraggiamento, ne avevano interrotto la ricerca (con un conseguente aumento del numero di inattivi disponibili da 7.482 nel 2019 a 10.568 nel 2020), nel 2021 la situazione va verso un miglioramento: nel Cuneese  il tasso di inattività diminuisce, passando dal 28,1% al 27%. Ancora elevata la differenza tra maschi e femmine. Queste ultime, nel Cuneese, registrano un tasso di inattività del 33,6% contro il 20,6% del sesso maschile.

Contratti: Rispetto al periodo pandemico, che aveva visto un aumento del numero di contratti a tempo determinato, il 2021 è caratterizzato da una risalita dei contratti a tempo indeterminato (+6,8 mila posizioni lavorative) e da una conseguente contrazione di quelli a tempo determinato (-1,2 mila posizioni).

Il calo dei settori agricolo e turistico

Anche nel 2021 il dato relativo alla disoccupazione in provincia di Cuneo risulta inferiore rispetto a quello regionale e nazionale. Se in Italia, infatti, il tasso di disoccupazione è pari al 9,5% e in Piemonte al 7,3%, il Cuneese ottiene un valore pari al 4,6%, mantenendo un andamento costante rispetto all’anno precedente. Esaminando la situazione dal punto di vista settoriale, si osserva che, rispetto al 2019, hanno riportato un segno negativo due importanti comparti: quello turistico con -18,4% di assunzioni, e quello agricolo con -12,8%. 

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