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    Lavoro: Mancano muratori, cantieri a rischio

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    Mancano muratori!

    E’ l’estrema sintesi della situazione in cui versano moltissimi cantieri nel nostro territorio e un po’ in tutto il Piemonte. A lanciare l’allarme è la sezione regionale dell’Ance, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili, che vede nell’ormai cronica carenza di maestranze nel settore un concreto rischio per gli oltre 31.000 cantieri avviati in Piemonte che da programma dovrebbero concludersi entro la fine del 2023. Insomma, se da un lato il mattone piemontese sorride, con una crescita di investimenti e fatturati, dall’altro deve fare i conti con una situazione piuttosto paradossale, considerati i tanti giovani, italiani e stranieri, che lamentano la mancanza di lavoro.

     

    Gli italiani? Meno del 30%

    Come ha spiegato il titolare di una delle principali imprese edili del nostro territorio: «La situazione è grave, i ritardi nei cantieri si accumulano e non si vedono vie d’uscita almeno nel breve periodo. Temo piuttosto che in futuro andrà sempre peggio». E ancora: «Oggi nessuno vuole più fare lavori faticosi, sotto il sole d’estate e al freddo d’inverno, soprattutto i giovani, anche se sono decisamente ben pagati rispetto ad altri mestieri. Pensavo che con la fine del reddito di cittadinanza la domanda di lavoro sarebbe aumentata, ma purtroppo non è stato così». Ma quanti sono gli italiani che lavorano nei nostri cantieri? «Ormai la manodopera è quasi tutta stra­niera, oltre il 70%. Gli italiani rimasti sono quelli della “vecchia guardia”, con un’età media piuttosto avanzata. Di giovani disposti a lavorare come muratori proprio non ce ne sono. Di recente, tre ragazzi arrivati in cantiere tramite agenzia se ne sono andati dopo neppure una settimana, dicendo che il lavoro era troppo faticoso». Ma il problema non riguarda soltanto i muratori. Come spiega ancora l’imprenditore edile: «Fra le altre figure che lavorano in azienda, come gli elettricisti e gli idraulici, l’età media supera ampiamente i 50 anni, rimpiazzarli quando andranno in pensione sarà veramente difficile».

    L’appello alle nuove generazioni

    Secondo i dati diffusi del rapporto realizzato dall’Anci, più del 20% delle imprese edili piemontese vorrebbe aumentare il numero dei propri dipendenti ma non riesce a farlo per la difficoltà di reperimento di personale. Un problema che riguarda non solo la manodopera qualificata, ormai quasi impossibile da trovare, ma anche quella generalista, per la quale non è richiesta nessuna esperienza e nessuna particolare abilità. Intanto, l’Associazione Costruttori Edili corre ai ripari e cerca nuove soluzioni. Come ha spiegato il coordinatore Ance Piemonte e Valle d’Aosta, Francesco Panuccio: «Sul fronte delle difficoltà di assunzione, abbiamo iniziato a lavorare per far conoscere le tante opportunità offerte dal settore dell’edilizia anche alle nuove generazioni. Parallelamente, siamo impegnati sul fronte della formazione con il bando regionale dell’Accademia delle costruzioni, uno strumento innovativo per specializzare i lavoratori e per inserire nuove risorse in azienda».

    Redazione Corriere
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