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Lavoro: la Cgil convoca il suo congresso provinciale cuneese

I prossimi lunedì 9 e martedì 10 gennaio si svolgerà il congresso provinciale della Cgil di Cuneo, nel capoluogo alla sala Varco (via Pascal n. 5/L).
La discussione coinvolgerà 176 delegate e delegati in rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati della Granda. Parteciperà ai lavori il segretario generale del Piemonte Giorgio Airaudo. Tanti i temi che verranno affrontati. Li anticipa in parte Davide Masera, segretario generale provinciale, ricordando che il congresso sarà anche l’occasione per fare un bilancio di questi ultimi quattro anni di attività sindacale attraversati dall’evento straordinario della pandemia e per definire il programma di lavoro dei prossimi anni.

Masera, qual è la situazione del mondo del lavoro in provincia? 

«Cuneo ha retto meglio di altri territori piemontesi alle ondate di crisi che si sono susseguite. Gli ultimi mesi però sono stati condizionati dal forte rincaro delle bollette che ha ridotto e in qualche caso sospeso le produzioni di molte realtà manifatturiere, senza contare i risvolti negativi per settori quali il commercio e la ristorazione già duramente colpiti dalla pandemia. La nostra provincia ha un tasso di disoccupazione contenuto rispetto ai dati nazionali e regionali. Ciononostante anche il nostro territorio vede un aumento preoccupante del lavoro precario e del lavoro povero». 

Il programma congressuale prevede anche una tavola rotonda con associazioni impegnate nel sociale e rappresentanti del mondo cattolico. Quali saranno i temi oggetti del confronto? 

«La tavola rotonda servirà per approfondire temi di carattere generale quali la guerra, la battaglia per i diritti del popolo iraniano, la condizione delle donne, la pandemia, la crisi energetica, il cambiamento climatico, le migrazioni. Ci interrogheremo sulle cause e sulle conseguenze di eventi che sembrano all’apparenza lontani da noi e tra loro e che invece condizionano le nostre vite quotidiane, i nostri stili di vita e misurano lo stato di salute della nostra democrazia. Ne discuteremo con rappresentanti dell’associazionismo e del mondo religioso rafforzando l’idea che ci salva tutti insieme partendo dal dialogo che deve unire tutti quei soggetti che hanno una forte dimensione sociale, nel rispetto della propria identità e autonomia». 

Cosa aspettarci per il futuro? Quali saranno le prossime battaglie della Cgil? 

«La Cgil ha come priorità la lotta al lavoro precario e al lavoro povero. Senza un lavoro dignitoso con salari adeguati e rispettoso dei diritti delle persone non c’è futuro. Vogliamo un Paese più equo che dia risposta sia ai giovani che alle generazioni più anziane. Vanno create le condizioni per offrire occasioni di lavoro stabile, I salari e le pensioni devono essere rivalutati. L’inflazioni galoppa e noi chiediamo che ci sia una più equa redistribuzione del reddito e del prelievo fiscale, una maggiore attenzione alla salute e al tema della non autosufficienza. In sintesi una società più giusta che torni ad avere speranza nel domani».

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