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La Valgrana, che ha nel Dna il legame con le tradizioni e il territorio, ha omaggiato i primi nati del 2021

Sabato 12 giugno in azienda sono stati premiati con una forma di Piemontino: Angelica Calliero (Moretta), Nicolò Rivoira (Saluzzo), Anita Vetrò (Sommariva Bosco) e Ilary Solavaggione (Scarnafigi)

Continua la fortunata tradizione di premiare i primi tre nati della provincia di Cuneo e il primo nato di Scarnafigi con una forma di Piemontino. La Valgrana Spa, storica azienda lattiero casearia, nutre da sempre un profondo rispetto nei confronti di quelle terre che l’hanno vista crescere e ampliarsi. Un legame dallo sguardo costantemente rivolto al futuro e simboleggiato oggi – sabato 12 giugno, ndr – da Angelica Calliero, Nicolò Rivoira, Anita Vetrò e Ilary Solavaggione, omaggiati dall’azienda di Scarnafigi.

“La nostra provincia non è soltanto una fucina di materie prime eccezionali che ci consentono di garantire da più di trent’anni formaggi buoni e genuini, ma anche una risorsa fondamentale quando si parla di futuro in termini di speranza, ottimismo e fiducia”. Con queste parole Franco Biraghi, presidente della Valgrana, descrive quello che è ormai diventato un appuntamento fisso sul calendario aziendale e che si configura come un fil rouge tra ieri, oggi e domani.

“Le tradizioni ci hanno consentito di imparare un mestiere che affiniamo quotidianamente con impegno e passione. La lungimiranza ci apre lo sguardo verso orizzonti da rincorrere con gli stessi principi e ideali che ci animano da sempre – prosegue Franco Biraghi – e di cui ci auguriamo che questi bambini siano i migliori rappresentanti”.

“In oltre trent’anni abbiamo sempre coltivato scrupolosamente questa sinergia, ottenendo risultati che ci rendono fieri e orgogliosi”, aggiunge Andrea Biraghi, amministratore delegato.

La Valgrana ha premiato i quattro nati con una forma del celebre Piemontino, must della produzione dell’azienda scarnafigese, prodotto unicamente con 100% latte piemontese, sale e caglio. Un formaggio che unisce il profumo delle terre in cui ha origine alla genuinità che lo contraddistingue, garantendo sulle tavole un versatile connubio di qualità e gusto.

“Abbiamo scelto di omaggiare Angelica, Nicolò, Anita e Ilary con la versione Oro stagionato oltre 24 mesi – conclude Alberto Biraghi,amministratore delegato – che rappresenta il meglio della nostra produzione. Proprio perché il meglio è quello che auguriamo a questi bambini: che crescano non soltanto accompagnati da prodotti di livello, ma anche consapevoli delle potenzialità del territorio che li circonda. E che da simili risorse sappiano attingere il meglio per sviluppare le loro potenzialità future”. La premiazione si è conclusa con questo augurio sincero e, soprattutto, con la promessa di rinnovare il tradizionale appuntamento anche per il 2022.

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